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L'Angolo di Rocky

Kogasso alla Magnesi Team, Oliha sogna il Mondiale IBF

Kogasso alla Magnesi Team, Oliha sogna il Mondiale IBF
  • PublishedAgosto 7, 2026

Due divorzi clamorosi. Kogasso passa dalla TAF a Magnesi. La Noutcho lascia Loreni. Sabato a Dublino il mondiale IBF medi tra McKenna e il nostro Oliha. Ignorato dalla nostra TV. 

Jonathan “Mamba” Kogasso (19), campione Silver EBU massimi leggeri, passa alla Magnesi Boxing Team, lasciando la TAF, che perde una delle sue punte. «Tutto è nato da una telefonata. Da lì si sono allineate una serie di stelle e satelliti e abbiamo capito di parlare la stessa lingua. Per noi viene prima l’amore per la boxe e per gli atleti che meritano un’opportunità. Se sono rose, fioriranno». Dichiara Alessandra Branco. Collaborazione condivisa col maestro Vincenzo Gigliotti, che ha portato Kogasso ai vertici nazionali, con buone opportunità europee. “Jonathan ha un potenziale enorme, ancora inespresso. Il limite è quello di non insistere più di tanto quando capisce che l’avversario è inferiore, invece di continuare a premere, si limita al minimo sindacale, evitando i rischi. Adesso che ha raggiunto una buona quotazione e gli avversari saranno molto tosti, con la stessa determinazione di vittoria, dovrà metterci la cattiveria per fare la differenza”.                                                                                                                                                                                   Kogasso nasce in Congo nel 1995. I genitori (mamma commerciante, papà poliziotto) lo mandano In Italia, per assicurargli un futuro. Nel 2003, raggiunge la zia residente a Voghera. Frequenta le scuole e completa le medie. Il primo sport è il calcio. A13 anni gioca alla Junior Vitt, Vogherese, Lungavilla.  “Dopo tre anni – ricorda – l’allenatore mi faceva fare solo panchina e me ne sono andato. Frequentando compagni che non avevano nessun traguardo. Per fortuna un amico che faceva pugilato mi spinse a provare. Contrariamente a quanto si diceva in giro, mi colpì la disciplina, l’impegno e la fatica affrontata col sorriso. E, soprattutto il rispetto reciproco. Me ne innamorai senza rendermene conto. Non vedevo il momento di andare ad allenarmi. Il maestro Enzo Gigliotti, che scoprii essere stato un ottimo pugile, anche se poco fortunato, campione italiano, arrivando al campionato europeo e mondiale, prima di tutto cercò di capire il mio carattere, dimostrandosi paziente ad insegnarmi l’impostazione tecnica e come portare i colpi nel modo migliorePosso dire che è stato anche un padre, severo nel modo giusto”. In effetti Gigliotti, sia da dilettante e in particolare da professionista ha raggiunto il vertice. Guidato da Bruno Arcari, conquista il titolo italiano supergallo (1995). Disputa l’europeo nel 2004 in Inghilterra. Quattro anni prima sul ring di Sassari, avrebbe meritato il titolo WBU, contro il messicano Carlos Contreras, invece della sconfitta a maggioranza. Smette nel 2004. A sorpresa dieci anni dopo nel 2014, risale sul ring a Madrid, battendo il collaudatore Peter Mellar, chiudendo la carriera nel segno della vittoria.                                                                                                   Da dilettante Kogasso ha vinto tre volte il titolo lombardo, partecipando agli assoluti. Bronzo nel 2106, vice campione nei due anni successivi (2017/2018). A batterlo è sempre il romano Simone Fiori, fisso in nazionale, facendo valere la maggiore esperienza. Tenta invano di prendere parte ai Giochi di Tokyo, con la nazione di nascita. Torna a Voghera e debutta pro il 20 novembre 2021 spedendo KO al 3° round il moldavo Mihail Munteanu, che dopo quella sconfitta non salirà più sul ring. Tre anni dopo esatti, a Milano, cinge quel tricolore che aveva sfiorato in maglietta. Il calabrese Roberto Lizzi si batte con coraggio, ma la superiorità è nettissima. La prima difesa è quella che lascia capire le potenzialità dell’allievo di Gigliotti. Di fronte ha Morike Oulare (7) nato in Guinea, residente a Bologna che aveva impressionato contro lo stesso Roberto Lizzi, dominandolo, con annessi conteggi. Il 15 marzo 2025 all’Allianz di Milano, c’è molta attesa e i timori non mancano. Il match racconterà una storia esaltante per “Manba”, vincitore per KO al secondo round. Che Oulare non fosse una tigre di carta, lo ha dimostrato lo scorso maggio a Copenaghen, spedendo KO al secondo round, l’imbattuto idolo locale Hamza Hussein (10-1).  Il 3 marzo scorso ottiene la cittadinanza italiana. L’ultimo match il 23 maggio sempre a Milano, contro l’ucraino Ramazan Muslinov, a sua volta imbattuto (10), per l’EBU Silver, il primo scalino verso l’Europeo. Match vinto, con intelligenza, contro un rivale deciso a tornare a casa con la cintura. Calcolo sbagliato. Kagasso ha portato il match dalla sua parte, distribuendo bene le energie lungo i 12 round, affrontati per la prima volta. E adesso?  A metà mese Vincenzo Gigliotti si recherà dalla Magnesi Boxing Team per programmare e annunciare i prossimi impegni di Kogasso.  Due le priorità, poter fare il professionista a tempo pieno e puntare alla cintura europea. Finora ha diviso la giornata lavorando nella prima parte, allenandosi poi nella Palestra Futura a Voghera, che Gigliotti conduce, dotata di tutta l’attrezzatura moderna. “Al momento faccio il giardiniere ad Alessandria, in passato l’operaio e l’impiegato nella biblioteca all’Università di Pavia. Adesso sogno di poter fare solo il pugile”.                                                                                                                                                                                       Al momento, campione d’Europa è l’inglese di colore Viddal Riley (14), 29 anni, pro dal 2018. Ha conquistato il titolo lo scorso aprile a Londra, battendo Mateusz Masternak (50-7), pro dal 2006, alla prima difesa. Il non più verde polacco il 4 ottobre 2025, sul quadrato di Zakopane, titolo vacante, superava Joel Tambwe Djako (19-5), belga residente in Inghilterra ai punti. Diventando campione a 39 anni. Sfidante di Riley è il francese Seydi Coupe (14), 28 anni, pro dal 2022, anche lui di colore, dal pugno pesante come dicono i nove KO.  Nella classifica, Kogasso è al terzo posto, preceduto dall’inglese Chris Billam Smith (22-2), detto “Gentlemen”. Carriera iniziata nel 2017, premiata sia con l’europeo nel 2021 e il mondiale WBO nel 2023. Lo ha scalzarlo il messicano Gilberto Ramirez (40-2) il 16 novembre 2024 a Ryad (Emirati Arabi). Al secondo posto il francese nato nella Repubblica Dominicana, Leonard Mosquea (19), pro dal 2019, 32 anni, che l’europeo lo aveva detenuto nel 2024. L’impresa gli era riuscita a spese dell’inglese Cheavon Clarke (10-1) a Montecarlo. Non avendolo difeso nei tempi prescritti, lo perdeva a tavolino. Questi i pugili che lo precedono.                                     
L’iridata Pamela Noutcho Sawa (11), campionessa IBO dei leggeri, e la Bolognina Boxe la palestra diretta dal maestro Alessandro Dunè, dove la Noutcho si allena, hanno annunciato la fine del rapporto con la Promo Boxe Italia di Mario Loreni, che l’aveva guidata dall’esordio al professionismo, avvenuto il 27 maggio 2022 a Bologna, la città dove vive da anni, svolgendo anche la professione di infermiera specializzata. Il comunicato ovviamente ringrazia e saluta. “Pamela Malvina Noutcho Sawa ringrazia la Promo Boxe Italia per il meraviglioso percorso agonistico fatto insieme in questi anni, portando con sé l’esperienza e la crescita del lavoro fianco a fianco con Mario Loreni. Oggi che le nostre strade si dividono, siamo certi della ricchezza che tutti ci porteremo appresso nelle prossime sfide. Presto nuovi aggiornamenti sui futuri approdi sportivi di Pamela”.                                                                                                                                                                                         A questo punto ho chiamato Mario Loreni. Domandandogli: Cosa è successo?  “Il titolare della Bolognina, Alessandro Dunè, mi ha fatto sapere che, d’accordo con la sua allieva, hanno deciso di svolgere l’attività agonistica in modo autonomo, personale. Forse pensando a quanto avviene con alcuni campioni in America, dimenticando che se tratta di campioni con sponsor ed emittenti interessate ai loro match. Senza togliere nulla a Pamela, che purtroppo non ha un pubblico e la nostra televisione ignora sistematicamente la boxe.  Sabato a Dublino, il nostro Etinosa Oliha affronta Aaron McKenna per il mondiale IBF dei medi una delle categorie più prestigiose. Mezza Europa ha chiesto di trasmettere l’evento, esclusa l’Italia! Mi sembra emblematico per capire la situazione. Che rispecchia la nostra situazione, quasi fallimentare. Non abbiamo campioni a livello mondiale, escluso Oliha e la nostra TV ignora l’evento”.                                                                                
Ti aspettavi questo divorzio?                                                                                                                                                                 “Ho troppa esperienza alle spalle per essere sorpreso. A questo punto sarò spettatore dei prossimi eventi che la riguardano. Nel 2024 quando Pamela conquistò l’europeo, un’alluvione rese inagibile il Palasport di Bologna e ci costrinse a cambiare sede. Non solo, per motivi di sicurezza la questura diede il permesso per la riunione, senza il pubblico. Rimborsai i biglietti già venduti e pagai le borse pattuite. Mi auguro che non accada nulla di simile alla Bolognina. Dovesse succedere, non so come la caveranno. In tutte le riunioni con Pamela, compreso gli europei e il mondiale il pubblico è stato il punto dolente. Mai l’esaurito”.                                    Dovessero ripensarci, cosa risponderesti?                                                                                                                           
“Ci farei una bella risata e lascio a te la risposta”.                                                                                                         
Staremo a vedere. In effetti non mi è sembrata molto elegante la decisione. Con Loreni ha conquistato il titolo italiano, l’europeo e il mondiale. Quando è passata alla Promo Boxe Italia, Pamela era sconosciuta al di fuori della nicchia bolognese. 

Etinosa “El Chapo” Oliha (22), 28 anni, pro dal 2018, sabato si presenterà a Dublino col pizzetto. E’ vero che è sotto contratto con la Agon Sport, che ha sede a Berlino e lo ha portato al vertice mondiale. E’ vero che non combatte in Italia del 2022, ma è pur sempre un pugile italiano che combatte per il mondiale. La FPI, col presidente che ha vinto l’Oscar dei proclami e passerà alla storia per aver chiuso Boxe Ring, il periodico che per oltre un secolo, ha assicurato il ricordo storico della nostra disciplina, sembra ignorare questo mondiale. Ripreso da Skay in Inghilterra e Irlanda e dalla Paramount negli USAD’altronde dal 2023 tutta l’attività italiana è affidata ai pochi siti che pubblicano gli eventi, e che dopo qualche anno, usciranno dalla memoria. Chiedere il suo intervento mi pare superfluo e ininfluente, visto il fallimento della serata di Roma per i 110 anni della FPI, sbandierata come un evento superlativo, in realtà una riunione modesta. Stesso destino per la recente serata a Capri con la sfida Italia-USA. I nostri erano il meglio, gli ospiti salvo un paio di nomi, di seconda e terza scelta. Il pari è significativo. Con due azzurri sconfitti prima del limite. Baldassi fermato al primo round, Commey al terzo per fuori uscita della spalla mentre era in vantaggio. Unica nota positiva la vittoria della fiorentina Sara Calvani, 23 anni, sulla titolata Jennifer Lozano nei 51 kg. Battuta la Gemini e il gigante di colore Nwokedi. In compenso, come a Roma, gli ospiti erano un esercito infinito. Potrebbe essere un’idea farli salire sul ring, con tanto di guantoni. Anche in questa occasione la serata è andata su Rai Play, che il 90% degli italiani ignora, mentre Rai Sport l’ha trasmessa due giorni dopo. In caso di vittoria di Oliha, sono curioso di leggere il suo commento. E i meriti che si accrediterà                                                                                                                                                                              Torno alla serata di Dublino di sabato al 3Arena, struttura capace di ospitare 15.000 spettatori che faranno il tifo per il loro Aaron McKenna (20), 27 anni compiuti a luglio, pro dal 2017, carriera iniziale negli USA.  Nel 2000 torna in Inghilterra, proseguendo la striscia vincente. Il maestro Davide Greguoldo, lo accolse in palestra a 14 anni, sgrezzandolo anno dopo anno. Affinando le grandi potenzialità fino a portarlo alle soglie del mondiale. Oliha è fiducioso: “La trasferta non mi spaventa. Potrebbe addirittura favorirmi. Aaron combatte davanti al suo pubblico e non può sbagliare. Non ho nulla da perdere, oltre alla consapevolezza di poter vincere. Debbo fare un match perfetto, intelligente. Col mio maestro abbiamo studiate le caratteristiche del mio avversario. Portato all’attacco accorciando la distanza per lavorare a corta distanza. Per fare questo deve scoprirsi e sarà il momento della mia reazione. Ho lottato tutta la vita per arrivare al sogno mondiale, non posso perdere l’occasione”.                                                                                                                                               Cosa significa questa opportunità?                                                                                                                                                           “Il premio che mi cambierebbe la vita, ripagandomi dei tanti anni di sacrifici. E anche l’inizio di un percorso, dove sono io ad essere il campione. Situazione non certo secondaria”.                                                                                                                    Ho conosciuto Oliha quando era ancora dilettante e andava negli USA per fare esperienza e migliorare il suo bagaglio tecnico. Già in quel tempo mi disse che un giorno avrebbe combattuto per il mondiale. E’ stato di parola.

Giuliano Orlando

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Redazione

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