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L'Angolo di Rocky

Canelo-Mbilli, Fury-Joshua e Usyk: tutti i grandi match

Canelo-Mbilli, Fury-Joshua e Usyk: tutti i grandi match
  • PublishedAgosto 4, 2026

Da Alvarez a Bivol, da Fury a Joshua, sfide milionarie. Usyk contro Wilder, match d’addio per l’ucraino?  

Saul “Canelo” Alvarez (63-3-2), 36 anni compiuti il 18 luglio, torna il 31 ottobre a Ryad (Arabia Saudita), deciso a scalzare il francese residente in Canada, Christian “Solide” Mbilli (29-0-1), 31 anni, titolare WBC super medi. La sfida già programmata il 12 settembre, rimandata per problemi di famiglia dello sfidante. L’ultimo match dell’ex pluricampione (super welter, medi WBC, WBA e IBF, super medi (WBC, WBA, IBF, WBO) e mediomassimi WBO, risale al settembre 2025 a Las Vegas, quando cedette all’imbattuto Terence Crawford (42), salito di due categorie, il sostanzioso capitale, ovvero le cinture supermedi. Per il messicano la terza sconfitta di una carriera iniziata nel lontano 2005 a 15 anni, lungo la quale ha vinto tutto quello c’era da vincere dai superwelter ai mediomassimi. Guadagnando una montagna di soldi, considerato il più ricco degli sportivi messicani. Il suo ranch è semplicemente immenso come il conto in banca, che, dicono i più informati, superi i due miliardi di dollari. Oggi nel suo ranch lavorano i sei fratelli con relative famiglie, oltre ad una ventina di dipendenti, impiegati nelle molteplici attività della fattoria. In particolare la scuderia con trottatori e galoppatori impegnati nelle gare. Produce e vende frutta. Non solo, Canelo ha la procura di una cinquantina di pugili e per finire, troviamo un campo di golf e una vasta piscina. Papà Canelo è il presidente della Canelo Promotion fondata nel 2010.  Non male per quel ragazzino di dieci anni che, dopo la scuola vendeva gelati alla fermata del bus, per aiutare la famiglia, decisamente indigente. Il pelo rosso è il lascito di mamma Ana Maria, discendente di qualche soldato irlandese arruolatosi nel Battaglione St. Patrick contro gli USA. Parliamo della metà del 1800. Il 2026 potrebbe essere l’ultimo anno agonistico. Nel 2025, Canelo firmò un contratto con l’emiro Turki Alaishihk, eccellente “elemosiniere” di grandi eventi sportivi con la boxe al vertice. L’accordo assicurava ad Alvarez 500 milioni di dollari per quattro incontri.  Due li ha già disputati (vittoria sul cubano residente in Germania William Scull e sconfitta contro Terence Crawford). Il terzo è programmato a settembre. L’ultimo potrebbe aver luogo a Città del Messico, davanti al pubblico di casa, dopo oltre un ventennio di ring. Statisticamente questo match è il 33° con un mondiale in palio, Bilancio sontuoso: 29 vittorie, 3 sconfitte (Floyd Mayweather, Dmitry Bivol e Terence Crawford) e un pareggio (Gennady Golovkin). Avversario, il francese Christian Mbilli (29-0-1), nato in Cameroon, 32 anni, pro dal 2017. Nel giugno 2025, battendo il polacco Sulecki per KO al primo round, conquista il mondiale “ad interim”. Alla prima difesa pareggia con Lester Martinez (9-0-1) del Guatemala, Sfida inguardabile: dodici round di lotta scorretta e poco spettacolare. Dopo l’abbandono di Crawford, il WBC lo promuove campione regolare. Il secondo mondiale in programma, riguarda la vacante cintura super leggeri IBF. A contendersela due pugili imbattuti, il mancino russo-canadese Artur Biyarslanov (21) e il messicano Lindolfo Delgado (24). Il primo nato a Makhachkala in Russia nel 1995. Pochi anni dopo la famiglia si trasferisce a Toronto in Canada. Artur frequenta la scuola locale e nel 2006 a 20 debutta sul ring. Fa subito parte della nazionale e nel 2016 ai Giochi di Rio rappresenta il Canada. Conclude l’attività in maglietta con un ottimo record (57-16). Debutta nei pro nel 2018, guidato da Jim Kambosos, manager australiano che guida diversi atleti provenienti dall’Est Europa. Artur arriva al confronto iridato con 21 vittorie e 17 KO. Sulla carta sembra più quotato del coetaneo messicano Lindolfo Delgado (24), pro dal 2017, che nell’ultimo confronto disputato il 15 novembre 2025, ha rischiato non poco contro il connazionale Gabriel Gona (31-5-1) che gli ha imposto un KD nell’undicesimo round concedendogli la vittoria solo per split decision (2-1).                                                                                                     Il mediomassimo Dmitry Bivol (24-1) kirghiso di 35 anni, targato Russia, pro dal 2014, dopo essersi preso la rivincita sul connazionale Artur Beterbiev (21-1) a Ryad il 22 febbraio 2025, è rimasto fermo fino al 30 maggio scorso, dominando il tedesco Michael Eifert (13-2) avversario imposto dalla IBF, contato al primo round. Un match a senso unico, variamente commentato. Quello che pone interrogativi è la sede. La sfida si è svolta a Ekaterinburg, negli Urali a 1700 km, da Mosca, comunque Russia. Vadim Kornilov il suo manager, gestisce ottimi pugili, in particolare gli uzbeki, compreso il gigante Bakhodir Jalolov, oro ai Giochi di Tokyo (2021) e Parigi (2024), professionista dal 2018 con un record (12) significativo. Con questa scelta apre la porta al terzo match con Beterbiev, in particolare al presidente dell’IBA, la sigla di Umar Klemler che dopo essere stata espulsa dal CIO, ha scelto la strada del professionismo, potendo ancora contare sul contributo della Gasprom (50 milioni di  dollari  all’anno). L’azienda statale che gestisce la vendita del petrolio russo, con Putin interessato. Da tempo Klemler insiste nel voler allestire la terza sfida tra Bivol e Beterbiev e il ritorno di Bivol in Russia, dopo un’assenza di nove anni, appare significativo. Il kirghiso, dopo la dura battaglia con Beterbiev si è fatto operare alla schiena e poi al gomito destro. L’incontro di Ekaterinburg era il test per valutare la situazione. Apparsa positiva. Se Klemler è intenzionato al match, l’emiro Turki Alaishihk, ha la stessa idea e quando si mette in testa una cosa, difficilmente ci rinuncia. La posta in palio è altissima, come l’interesse degli appassionanti. Valutando che la sfida non costerà meno di 100 milioni, Klemler potrebbe rischiare un passo più lungo della gamba. Anche se tra emittenti e abbonamenti il ritorno dovrebbe coprire le spese, oltre all’introito del pubblico.  C’è poi la terza ipotesi, la meno appetibile, anche perché scarsamente remunerativa e assai impegnativa. Si tratta di David Benavidez (32) che chiede da tempo il confronto con Dmitry, che per evitarlo ha rinunciato a difendere la cintura WBC perdendola a tavolino. Scegliendo la facile difesa con Michael Eifert (13-2). L’imbattuto giovanotto dell’Arizona, 29 anni, pro dal 2013 a soli 16 anni, famiglia messicana, sta offrendo prestazioni sempre più convincenti. L’ultima vittoria contro il messicano Gilbert Ramirez (48-2), 35 anni, attivo dal 2009, ex campione supermedi e cruiser, è emblematica. In carriera Ramirez era stato battuto solo da Bivol ai punti nel novembre 2022 ad Abu Dabi negli Emirati. Lo scorso maggio la sfida con Benavidez si è svolta a Las Vegas, risultata a senso unico. Il messicano, pesantemente investito dal rivale, costretto al conteggio nel quarto tempo e definitivamente nel sesto round, quando l’arbitro ha capito che la punizione poteva diventare pericolosa. Benavidez è campione WBC e WBO, quindi metà del capitale mediomassimi è suo. Presto sapremo chi affronterà Bivol, dove e quando difenderà le cinture IBF e IBO dei mediomassimi.                                                                                                  Nessuna incertezza per la sfida tutta inglese (si fa per dire) tra Tyson Fury e Anthony Joshua, due giovanotti di quasi 38 e 37 anni. Il confronto chiesto dal pubblico dal 2021 è andato in porto, quando le loro carriere sono sul viale del tramonto, in particolare di Josha, il gigante di origini nigeriane, più logorato di Fury, famiglia sinti irlandese. Entrambi hanno combattuto recentemente. Tyson a Pattaya in Thailandia contro il polacco Maurisz Wach (39-14), 46 anni, da tempo passato dal ruolo di protagonista a quello di collaudatore. Pro nel 2005, vince i primi 27 incontri. Stoppato nel novembre 2012 da Wladimir Klitchko per le cinture IBF e IBO. Dal 2020 inizia la parabola discendente. Ha perso dall’ucraino Viktor Vykhryst (18-1) ex europeo dilettanti nel 2017. Il 27 aprile 2024 a Londra è finito KO alla seconda ripresa contro Moses Itauma (14), 21 anni, il fenomeno inglese nato in Slovacchia. Per Fury un compitino svolto senza fatica e concluso alla settima ripresa. Ben diversa la vittoria di Joshua sul ring del Superdome di Abu Dabi in Arabia Saudita il 25 luglio contro Kristian Prenga, albanese residente nel New Jersey, con un record di 21 successi, venti dei quali per KO. L’inizio è drammatico per Joshua, messo in crisi da Prenga che colpisce preciso col destro e costringe l’inglese a due conteggi. Confermando le scarse doti da incassatore di Anthony. Ferito nell’orgoglio l’inglese cambia marcia nella seconda, sfruttando i colpi lunghi e precisi, che costringono il rivale ad una stretta difesa. Insufficiente a reggere l’offensiva di un avversario deciso a chiudere la sfida, che lo ha fatto tremare nel round iniziale. L’arbitro ferma il match con Prenga incapace di rialzarsi. La paura per Joshua è passata, ma le domande si moltiplicano. Il gigante londinese non è mai stato un incassatore. Ricordo la sconfitta clamorosa agli europei 2011 ad Ankara in Turchia, contro il romeno Nistor che lo mise KO al terzo round con un destro alla mascella, Nistor arriva in semifinale dove trova Cammarelle che lo liquida alla seconda ripresa. Quello che preoccupa è la batosta subita da Dubois a Londra il 21 settembre 2024. Nell’occasione venne contato al primo, al terzo, al quinto per finire al sesto. Una mattanza che avrebbe dovuto far riflettere sia il pugile che il manager Eddie Hearn che lo guida dall’esordio. Personalmente lo avrei fermato, dopo la sconfitta con Dubois. Purtroppo il dio denaro non bada ai rischi. Fury-Joshua ha solo l’imbarazzo della collocazione. Si parla dello stadio di Wembley, che può ospitare più di 80.000 spettatori. Sede gradita dalla Matchroom con Netflix che trasmetterà la sfida in diretta. Per contro, Turki Al-Sheikh, il principale promoter, sarebbe propenso a organizzarlo in Arabia Saudita o negli USA. La data, collocata tra ottobre e novembre. Eddie Hearn, in un’intervista recente, ha fatto intendere che ai due contendenti, andrà la più alta borsa della carriera. L’ipotesi indica 100 milioni a testa. Cifra da capogiro, tenendo conto che di questo match se ne parla dal 2021 e in autunno “A J” avrà 37 anni e “The Gipsy King” uno di più. Faccio una riflessione, se il nostro gigante romano Guido Vianello fosse nato in Inghilterra certamente il suo conto in banca oggi sarebbe alle stelle.                                                                                                                                               Il prossimo avversario di Olek Usyk (24) non sarà Moses Itauma (14), 21 anni, sfidante ufficiale WBA e WBO, che sembrava vicino al confronto e neppure il meno fresco cubano Frank Sanchez (20-1-1NC), 34 anni, che il 23 maggio scorso ha messo KO, l’emergente e imbattuto californiano Richard Torrez (14-1), 27 anni, indicati dal WBC cosfidanti per affrontare il campione in carica. Pronostici largamente a favore di Torrez, vincitore del nostro Guido Vianello il 5 aprile 2025 a Las Vegas. Sul ring di Giza in Egitto, il match inizia con Torrez che tiene l’iniziativa nei primi due round, senza creare problemi al cubano, che in modo sornione lo studia e nel terzo tempo lo incrocia col montante destro alla mascella, chiudendo la sfida in modo definitivo. Torrez finisce al tappeto e ci resta ben oltre i 10 secondi, scanditi dall’arbitro.  Quella di Sanchez è una storia iniziata nel lontano 2006 quando a 16 anni, entra nella palestra della scuola di Guantanamo dove è nato il18 luglio 1992. Nel 2010 è titolare ai mondiali Youth 2010 a Baku, battuto dal vincitore del torneo, il mancino Joseph Ward, fenomeno irlandese pigliatutto da dilettante (114-18). La carriera di Sanchez prosegue, culminata col titolo nazionale nel 2015, battendo in finale il favorito Erisland Savon. Dopo averci provato dal 2011 al 2014 (quattro bronzi) fermato ben cinque volte da Pero, il suo incubo. Alla fine del 2016 fugge dall’isola e trova residenza a Tamaranch in Florida, mantenendo la nazionalità natale. Debutta pro nel 2017, inanellando 18 vittorie. Ad interrompere la corsa si incarica il tedesco di origini turche Agit Kabayel (27), 33 anni, un passato di vertice nella Kick, pro dal 20011, europeo nel 2017.  Sul ring di Ryad (Emirati Arabi), il 18 maggio 2024, mette Sanchez KO al terzo round. Sembra il segnale del tramonto, visto che nel 2025 combatte una sola volta, contro il modesto messicano Ramon Echevarria (19-26) messo KO al terzo rintocco del gong. Invece il destino aveva deciso diversamente e come descritto sopra, Sanchez è ora lo sfidante ufficiale al mondiale WBC.                                                                                                                                           Vorrei tornare brevemente a Ward, pro dal 2019 ritiratosi nel 2024 (12-1), finito clamorosamente KO al debutto contro Marco Delgado a New York, poi battuto nella rivincita in Portorico nel 2021. A 32 anni, ha annunciato il rientro, fissato l’8 agosto a Dublino, contro il belga residente in Inghilterra Artjom Kasparian (14) con 12 KO, stessa età del rivale. Sulla carta un rientro a rischio.                                                                                       Per quanto riguarda Usyk, non difendendo le cinture a breve potrebbe esserne privato. Tale situazione non sembra turbarlo. Il prossimo impegno, che potrebbe essere quello dell’addio porta il nome di Deontay Wilder (45-4-1) e 43 KO, 40 anni. Wilder, dopo aver partecipato ai Giochi di Pechino 2008, fermato dal nostro Clemente Russo in semifinale, debutta pro nello stesso anno. Conquista la cintura WBC nel 2015, la difende 10 volte, nove KO e un pari contro Tyson Fury, nel dicembre 2018. Sarà proprio “The Gipsy King” a detronizzarlo il 22 febbraio 2020, infliggendogli la prima sconfitta per KO, seguita dalla seconda sempre a Las Vegas l’anno dopo dallo stesso Fury. Da sottolineare che entrambi i match risultarono drammatici con fasi alterne e KD da entrambe le parti. A quel punto Wilder, lungi dal volersi ritirare, disputa un match all’anno fino ad oggi. Nel 2022 batte Helenius, nel 2023 perde contro l’australiano Parker e l’anno dopo il cinese Zhan lo mette KO al quinto round. Torna alla vittoria nel 2025 a spese di Terry Herndon (25-6), texano di colore, 39 anni, che regge sette round prima di arrendersi. Quest’anno, il 24 aprile va a Londra e affronta Berek Chisora che disputa il match d’addio. Il match è violentissimo, nessuno dei due vuol perdere. L’inglese getta il cuore oltre l’ostacolo, ma “The bronze bomber” possiede più potenza e fa contare l’avversario due volte. Wilder conquista una vittoria molto importante. Forse decisiva per avere l’opportunità di battersi con Usyk. Che si è sprecato in elogi sul possibile prossimo avversario. Trovando una buona copertura televisiva. A breve lo sapremo, Prima che gli enti privino Usyk dei titoli. Ma anche se il re resta nudo è sempre capace di convincere ogni sponsor.                                                                                                                                                                      Giuliano Orlando

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Redazione

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