Torneo Strandja: Italia in crisi tra sconfitte e polemiche
La storia dello Strandja (Bulgaria), il primo torneo assoluto, nato nel 1950, giunto alla 77° edizione. LāItalia lo ha vinto solo tre volte con Russo (2006), Maietta (2020) e la Alberti (2017). I 110 anni della FPI, la festa de ānoantriā.Ā
Lo āStrandjaā, ha festeggiato la 77° edizione del più antico torneo europeo e probabilmente in assoluto. La Bulgaria lo inaugurò nel marzo 1950 a livello nazionale. Nel 1956 assunse al ruolo di campionato bulgaro in 5 categorie. Nel 1964 arrivano Ungheria e Romania, lāanno dopo entra anche la Jugoslavia. Il torneo apre a 11 categorie e nel 1967 si presenta un club dellāURSS. Il primo salto di qualitĆ nel 1971 con i sovietici che si portano a casa 5 ori. Negli anni successivi debuttano la DDR e Cuba, che nel 1978, porta Stevenson, doppio oro olimpico (1972 e ā76) facile vincitore del torneo. Lāunica apparizione allo Strandja a differenza della āCentura de oroā in Romania a Bucarest, dove vinse per cinque volte. Il debutto dellāItalia, data dal 1994, i primi due podi nel ā95 con lāargento di Michele Galvano e Paolo Vidoz. Per trovare altri azzurri in zona medaglie occorre attendere il 2001 con Cammarelle bronzo nel 2001, argento nel 2003 e ancora bronzo nel 2007. Migliore il bilancio di Clemente Russo nei 91 kg. oro nel 2006, argento (2004 e 2007), bronzo nel 2005 e 2020 a 37 anni. Lāargento successivo lo conquista Gianluca Rosciglione nel 2011, superato in finale dal russo Menkhontsev, iridato 2009 a Milano, battendo anche Russo. Un talento con tante vittorie e sconfitte clamorose, per lāincostanza negli allenamenti. Il primo podio femminile (2012) spetta a Valeria Calabrese, battuta in finale dallāinglese Adams, che pochi mesi dopo centra lāoro nei 51 kg., nella prima edizione olimpica femminile a Londra. Presenti tre categorie. Le altre due vincitrici furono lāirlandese Katie Taylor (60) e la giovanissima (17 anni) Claressa Shields (75). La Shields e la Adams bissarono lāalloro a cinque cerchi a Rio 2016. Mentre la Taylor, ormai demotivata, perse nei quarti dalla finnica Potkonen, veterana con i controfiocchi. La nostra Irma Testa (57) si fermò ai quarti, battuta dalla francese Mossely che vinse lāoro. Tra il 2012 e il 2020 diversi azzurri e azzurre salirono sul podio. Ricordiamo Capuano (2013), Cavallaro e Manfredonia nel 2014. Nelle categorie femminili, la Gordini (2014), Testa (2016 e 2018), Nicoli nel 2018. Lāanno dopo lāimpresa della carabiniera bolognese Alberti che dopo il bronzo 2016 a tre anni di distanza arriva allāoro, mentre la Testa si ferma ancora al bronzo. Al momento ĆØ lāunica azzurra sul gradino più alto allo Strandja. A sorpresa nel 2020, il trionfo di Francesco Maietta, tanto talento poi non confermato. A Sofia batte avversari molto più quotati e vince lāoro. Italia assente nel 2021. Torna nel 2022 e la Prisciandaro arriva allāargento nei 48 kg. Bronzo per Gianluca Russo, Malanga e Commey. Parliamo di quattro anni fa e lāossatura della nazionale era giĆ formata. Ai vertici parlano di forze emergenti nel 2026, denotando memoria corta, anzi cortissima. Nel 2023 altri podi azzurri, argento per Vincenzo Lizzi e bronzo a Federico Serra. Nel 2024 lāanno olimpico, niente Strandja. Lāanno scorso la Carini e la Gemini conquistano argento e bronzo che si merita anche il fiorentino Gabriele Rontani Guidi, 22 anni, attivo dal 2018, ovvero da otto anni nel giro azzurro. Un bronzo di ottimo valore, considerato che in semifinale tiene testa al kazako Zhussupov (100-16), professionista dal 2020 (4), titolare ai Giochi di Rio 2016, iridato IBA 2025, che supera lāazzurro per split decision. Lo scorso febbraio lāItalia si presenta allo Strandja con 8 azzurri e 4 donne. Il meglio della nazionale maggiore. Eliminati al debutto: Canonico (60), Giannotti (65), Malanga (70) e Caruso (85), stessa sorte per quattro le azzurre: Vescovini (51), Grabucea (57) e Gemini (75). La Vassallo (51) non si prende il disturbo di combattere, visto che ĆØ fuori peso. I tecnici non lo sapevano? Vincono il primo match Sarsilli (80) e Chime (90) al secondo sono fuori. Resta il medio Rontani vittorioso sul georgiano Natroshsvili (4-1) e sullāarmeno Mikaelyan (4-1) approdando in semifinale. Il sito FPI ĆØ talmente abituato alle sconfitte, che pubblica lāarmeno vincitore e tale resta senza ovviare allāerrore. In semifinale lāazzurro si arrende con un netto 0-5 allāazero Erkinboev, che vincerĆ il torneo. I numeri dicono che lāItalia ha rimediato 12 sconfitte e quattro vittorie. Lascio ai lettori la valutazione. Eppure i nostri tecnici erano felici e soddisfatti come mostra la foto sopra lāarticolo, per lāunico bronzo. Un trionfo! Dāaccordo, un torneo era di alta qualitĆ , 31 nazioni al via, presenti campioni ai recenti (settembre 2025) mondiali di Liverpool, dove lāItalia ha fatto da comparsa, anche se il presidente ha affermato che il nostro bilancio ĆØ positivo! Il medagliere indica lāUzbekistan (7-4-6), il Kazikistan (4-2-3), lāUcraina (3-3-4) che si allena sotto le bombe dellāinvasore russo, quindi Bulgaria (2-1-4), Inghilterra (2-1-3), USA (1-1-5), Kosovo (1-0-0), Brasile (0-4-1), Irlanda (0-1-3), Australia,e Azerbajan (0-1-1), Turchia (0-1-0), Mongolia (0-0-3), lāItalia ĆØ in coda in compagnia di Armenia, Germania, Romania ed Egitto. Nel 2025 avevamo conquistato un argento e due bronzi. A casa mia dicono che facciamo come i gamberi. Ricordando che a Sofia abbiamo mandato i numeri uno delle rispettive categorie. Le nazionali invece di crescere, decrescono. Passo ad un altro argomento, la celebrazione dei 110 anni della FPI. Evento tenutosi a Roma allāinsegna dellāacronimo āForza, Passione, IdentitĆ ā tre parole magiche. Debbo dire per onestĆ di essere stato invitato. A mie spese. Faccio il conto della serva e deduco che tra viaggio e soggiorno spenderei non meno di 400 euro. Una volta lāinvito era comprensivo delle spese. Adesso non funziona più cosƬ. Infatti, a parte i residenti a Roma e dintorni, le assenze di campioni che hanno scritto la storia dellāItalia pugilistica era quasi totale. Dai fratelli Loris e Maurizio Stecca a Francesco Damiani, nessun professionista e anche numerosi residenti a Roma hanno glissato. Vittorio Lai, presidente onorario, evidentemente in punizione non aveva ricevuto neppure lāinvito! In compenso i politici e gli amici degli amici erano una marea. Il vertice del CONI ha affollato lāevento, premi a gogò, ad artiste e artisti, premi a qualche maestro, ignorando quelli ritenuti riottosi, anche se prestano servizio in palestra da mezzo secolo. Ho visto le foto dellāevento e mi ĆØ venuta tanta malinconia. Dove erano i tanti ex azzurri, che hanno dato allāItalia titoli e gloria. Gli ori di Roma, ancora viventi, ex campioni come Fragomeni, Mattioli, Zanon, Zoff, Udella, Nati, Rosi, Maludrottu, Russolillo e tantissimi altri. Sicuramente gli inviti sono stati tantissimi, ma a loro spese! Sarebbe stato più corretto indicare i 110 anni, come una serata tra ānoantriā in contrapposizione a āvoantriā, ovvero gli esclusi.
Giuliano Orlando