Oscar De La Hoya sentenzia: “Floyd, smettila di proteggere lo zero. Fai un vero incontro”
L’ex rivale di Mayweather interviene sulla controversia tra Money e Pacquiao, mettendo in dubbio la credibilità del rematch previsto per il 19 settembre al The Sphere di Las Vegas.
Oscar De La Hoya non riesce a stare in silenzio. Mentre la boxe mondiale discute animatamente del possibile collasso del rematch tra Floyd Mayweather e Manny Pacquiao, il Golden Boy ha deciso di togliersi la maschera della diplomazia e dire quello che pensa, senza giri di parole.
Il contesto è noto: Mayweather e Pacquiao si dovrebbero affrontare per la seconda volta il 19 settembre al The Sphere di Las Vegas, in quello che si preannunciava come uno degli eventi sportivi dell’anno. Il primo incontro, disputato nel maggio del 2015, era andato a Mayweather per decisione unanime, con Money che aveva unificato le cinture WBC, WBA e WBO dei pesi welter sconfiggendo la leggenda filippina.
Tutto sembrava pronto per il grande ritorno, ma nelle ultime settimane è emersa una frattura profonda tra i due campi. Mayweather ha dichiarato che il match sarà un’esibizione, non un incontro professionistico ufficiale. Pacquiao ha smentito categoricamente, insistendo sul carattere regolare del bout. Il caos regna sovrano, e De La Hoya ha colto l’occasione per dire la sua.
“Floyd, dai. Fai un vero incontro”
Attraverso i suoi canali social, De La Hoya ha preso la parola con un messaggio diretto, colorito e senza alcun tentativo di ammorbidire i toni.
“Non volevo rispondere, ma con tutte queste notizie sul possibile fallimento di Mayweather-Pacquiao, devo dirlo. Floyd, dai. Fai un vero incontro. Stai ancora cercando di proteggere il tuo zero? Sì, sei 50-0 sulla carta, ma la gente sa che hai perso. Tuo padre stesso ha detto che hai perso contro di me quando ci siamo affrontati. E la cosa assurda è che la gente non sa che avevamo una clausola di rivincita valida un anno. E cosa fai tu? Ti ritiri per un anno e un giorno.” — Oscar De La Hoya sui social media
Le parole di De La Hoya riaprono vecchie ferite e puntano il dito su una delle questioni più dibattute nella storia recente della boxe: il record immacolato di Mayweather, 50-0, che per molti nasconde almeno una sconfitta morale, quella proprio contro De La Hoya nel 2007, un match che Floyd vinse ai punti in modo tutt’altro che convincente e dopo il quale si guardò bene dal concedere la rivincita nei tempi previsti dal contratto.
Un calendario sempre più confuso
La situazione attorno a Mayweather è sempre più intricata. Prima del rematch con Pacquiao, Money è atteso su un ring per alcune esibizioni: una contro la leggenda Mike Tyson e un’altra contro il kickboxer greco Mike Zambidis, prevista per giugno in Grecia.
Ma anche qui è scoppiato un caso. Manny Pacquiao Promotions ha dichiarato che l’esibizione contro Zambidis costituisce una violazione del contratto tra Mayweather e il campo Pacquiao, aggiungendo ulteriore confusione a una situazione già caotica. Se le tensioni legali dovessero aggravarsi, il rischio concreto è che il 19 settembre al The Sphere non si combatta proprio nulla.
Una rivalità che non finisce mai
Il rapporto tra De La Hoya e Mayweather non è mai stato idilliaco, e le dichiarazioni di Oscar lo confermano ancora una volta. Il Golden Boy ha costruito una carriera straordinaria come pugile e poi come promoter, ma il match del 2007 contro Floyd resta una delle spine nel fianco della sua carriera, un risultato che non ha mai accettato del tutto.
Oggi, con Mayweather che secondo molti sta cercando di evitare di perdere la reputazione di imbattuto accettando solo esibizioni o incontri controllati, De La Hoya si sente legittimato a parlare. E lo fa con la voce di chi c’era, di chi ha condiviso quel ring con lui, e di chi sa meglio di chiunque altro cosa si nasconde dietro certi numeri.
Il futuro del rematch Mayweather-Pacquiao è più incerto che mai. Ma una cosa è chiara: il pugilato non ha mai smesso di essere uno sport fatto di ego, orgoglio e regolamenti di conti che vanno ben oltre i confini del ring.