Lorusso Superstar al Torino Boxing Show
Un Lorusso superstar infiamma la serata di Torino. Applausi anche per Grandelli. Priolo, Bindar, Al Assi, Negroni e i due “russi” protagonisti applauditi.
TORINO. Ci voleva un Lorusso superstar per infiammare il pubblico di Torino, presenti oltre 2000 persone nel vasto Pala Gianni Asti per la “Torino Boxing Show” e gli assenti hanno avuto torto. Maratona in guantoni, con dieci incontri per la maggior parte molto battagliati. Il tatuato mancino milanese merita la definizione dopo una prova superlativa, contro il giovane e rampante messicano Gerardo Valenzuela Munoz (13-4-1), 23 anni, contro i 29 di Mosquito, giunto da Agua Prieta nello stato di Sonora confinante con gli USA, vincitore lo scorso maggio a Mexicali, di Julio Cesar Martinez (20-4), ex campione mosca WBC, messo KO all’ottavo round. Al peso, l’ospite aveva dichiarato che avrebbe portato a casa la cintura IBO continentale nelle mani dell’italiano. Senza escludere la possibilità di vincere per KO come aveva fatto per dieci volte in precedenza. Previsione sfiorata nella parte finale dei primo round, che Lorusso sembrava in grado di vincere. A meno di 30” dal termine, l’italiano sbagliando il tempo dell’attacco, si scopriva e Munoz, velocissimo, scagliava un sinistro micidiale e Lorusso finiva al tappeto. Nella sala calava il gelo. Ma si rialzava prontamente, tranquillizzando il pubblico. Nel round successivo la prova del talento di “Mosquito”, che restituiva il regalo al messicano. Da quel momento il match prendeva un percorso nettamente positivo per un Lorusso determinato e spietato. Più rapido, più mobile e più preciso, round dopo round ha demolito la baldanza di Munoz. Al settimo tempo, chiuso all’angolo finiva in balia del rivale, scivolando al tappeto subendo il conteggio. Nel frattempo la ferita (scontro di teste) al sopracciglio di Munoz, consigliava l’intervento del medico nel round successivo, che decretava lo stop. I cartellini premiavano giustamente Lorusso (31-5-2) all’unanimità (78-72). Alessio che da alcuni mesi si allena a Torino col maestro Gregualdo ha mostrato una condizione di forma eccellente. Nei giorni scorsi l’Ebu lo ha indicato sfidante ufficiale supergallo dell’inglese di origini pakistane Shabaz Masoud (15), titolo conquistato lo scorso 6 dicembre a Montecarlo contro il connazionale Peter McGrail. Simone Verdicchio che gestisce Lorusso, ha parlato col manager del campione che gli ha riferito l’intenzione di lasciare la cintura vacante, salendo di categoria e guardando ad altri traguardi. “A questo punto – le parole di Verdicchio – ci sono due opportunità per l’avversario di Alessio. Il francese Tomas Masson che ha già battuto nel 2021, oppure Francesco De Rosa. A noi vanno bene entrambi. Sempre che nel frattempo non si apra l’opportunità del mondiale IBO”. La vittoria di Torino proietta infatti Lorusso nella top ten dell’IBO e nei piani c’è l’eventualità iridata, rafforzata dall’intervento dell’IBA come sponsor per i prossimi eventi pro. Il torinese Filippo Violante e Simone Verdicchio della milanese Danger Promotion, mi illustrano i programmi del 2026. “Nel prossimo anno abbiamo in cantiere 6 eventi, il primo fissato al Principe di Milano il 6 febbraio, gli altri sia a Milano che a Torino, ma anche al centro e al Sud. Tra questi l’opportunità per Lorusso del mondiale IBO”. Con l’intervento dell’IBA? “Assolutamente sì, visto che la manifestazione di Torino li ha pienamente soddisfatti”. A tale proposito gli organizzatori alla mia domanda sulla situazione con l’IBA quale partner finanziario mi è stato risposto così: “L’IBA è una società che promuove manifestazioni professionistiche con sede in Svizzera, disponibile ad intervenire per promozionare i nostri eventi. Abbiamo informato la FPI, che in un primo tempo ha rifiutato la proposta. Ci siamo informati a livello legale se potevamo allestire la riunione pro con l’IBA, senza incorrere in sanzioni normative. Il sì ci ha convinto di tornare alla carica e stavolta la FPI ha concesso il permesso. Sia pure in via eccezionale. Non abbiamo altro da aggiungere”. Nell’altro match clou, il piuma torinese Francesco Grandelli (21-4-2), 31 anni, attivo dal 2015 ha difeso vittoriosamente l’Intercontinentale WBO, che aveva conquistato a spese dell’ex tricolore Simone Rao a Firenze lo scorso giugno. L’avversario spagnolo Jose Antonio Sanchez Romero (17-3-1), 35 anni, attivo dal 2014, residente dal 2016 in Finlandia, dove ha la compagna, disputando la maggior parte degli incontri, sulla carta appariva rivale di tutto rispetto. A fronte di 17 vittorie, aveva subito due sole sconfitte. La prima prima del limite al decimo round contro Davide Tassi nel febbraio 2023, in palio l’Intercontinental Silver WBC, la seconda a Caen lo scorso marzo contro il francese di colore Christ Easabe (18) battuto per MD, dopo 10 round equilibrati. Con queste credenziali appariva rivale di tutto rispetto. A Torino è risultato una tigre di carta. Grandelli apparso molto motivato, dopo poche fasi di studio ha iniziato a colpirlo sopra e sotto e al quarto tempo il crollo verticale, con ben tre atterramenti e la decisione dall’angolo dell’ospite di arrendersi, evitando guai peggiori. Vittoria importate per Grandelli che dopo i falliti tentativi europei contro Forte e l’ispano Llorente, è intenzionato a riprovarci per vincere. Passiamo ai due russi, nazionalizzati serbi dal 2023, in programma su richiesta della società che ha sponsorizzato la riunione. Ecco i loro curriculum, completo e preciso. Vladimir Mironchikov27 anni, mediomassimo pro dal 2020, nato in Russia, serbo dal 2023, non ha preso parte ai mondiali a Dubai. Nel 2024 da serbo ha disputato le preolimpiche a Bangkok (Tha) perdendo dal locale Jongjob. Nel 2023 agli europei EUBC a Budva batte Salvatore Cavallaro (SD). Da dilettante (47-14) attivo fino al 2025. Pro (6+) dal 2020, (1+), 2021 (2+), 2023 (1+), 2025 (2+) l’ultimo match in Tajikistan il 2 luglio scorso, battendo Walter Kautondokwa (19-4) della Namibia 41 anni, pro dal 2013, fermo dal 2019. A Torino ha battuto David Ferko (5-2) 26 anni, nato in Albania naturalizzato italiano, residente a Grugliasco, con un buon seguito di supporter, delusi dalla prestazione del loro beniamino subito in difficoltà contro un avversario più basso, ma più rapido nei due colpi fondamentali: sinistro e destro per linee interne, che trovavano bersaglio facile. Quando Mironchikov ha capito che l’avversario era cotto al punto giusto, ha aggiunto il montante sinistro, che ha trovato il fegato del barbuto avversario e la storia è finita. Anche Il secondo straniero Pavel Fedorov 29 anni, leggero-superleggero ha vinto prima del limite. Presente da serbo ai mondiali IBA a Dubai in dicembre, battendo Farahat Manirola (Uganda), Lucas Mariano Miranda (Argentina), ma finendo KOT da Emanuel Katema (6-4) Zambia, al primo round. Record da dilettante (50-27) dal 2012 al 2025. Pro dal 2020, 2021 e 2023, tre incontri vinti in Russia. Presente ai tornei IBA (5-1) con questi risultati: 2023 (Russia, Montecarlo e Kazakistan) 3+, 2024 in Russia 2+, 2025 il 7 marzo a Mosca, ha perso KO 2, contro Georgi Chelokhsaev al debutto. Avversario il non più verde Jacopo Lusci (10-9-1) 37 anni, attivo dal 2016, due tentativi tricolori falliti, contro Lorusso e Tassi, torinese di Rivoli che affrontava un rivale di una categoria superiore, più alto di 20 cm. Lusci ha resistito eroicamente per sei tempi, confermando la generosità che lo ha sempre contraddistinto. Il montante al fegato lo ha costretto alla resa nel sesto round. Forse eccessivo lo show dopo le due vittorie con bandiere russe a profusione e targhe a gogo. Il mediomassimo Leonetti Dredhaj (13-5-2) 30 anni, nato in Albania, da anni italiano, dopo un lungo soggiorno a Milano, risiede a Saviliana (Cuneo) e dopo le due sconfitte contro Mohamed Elmaghraby, ritrova il successo contro Melby Hernandez (10-15-2), venezuelano di 27 anni, residente in Spagna, rivale tignoso superato dopo sei round. Ritrova la vittoria anche il superleggero Darwin El Badaouy (4-5-2), attivo dal 2021 contro il veterano argentino Josè Luis Comisso (3-13) soddisfatto per aver retto i sei round. Debutto positivo di Al-Assi, mosca naturale, ottimo dilettante, laurea triennale e progetti ambiziosi in guantoni. Battuto nettamente Rodrigo Areco 5-18-2), argentino di riporto essendo nato essendo nato Nicaragua, al quale regalava oltre sei chili. L’allievo di Simone Verdicchio ha destato ottima impressione, offrendo un vasto repertorio di colpi e ottima scelta di tempo. Vincendo le sei riprese in modo netto. Quando tra un pugile e il suo avversario ci corrono 21 cm. di altezza, e il più basso Angel Ramon Guedez (6-7) si chiude a testuggine, difficilmente la sfida riserva emozioni. Joseph Gabriele Negroni (7) superwelter dal fisico statuario, ha provato a scardinare la testuggine venezuelana, per alcuni round. Capito che non era possibile ha disputato otto round copia e incolla, costretto a ridurre il ritmo anche per uno stiramento al polpaccio destro. Comunque match utile ad arrivare agli otto round. In realtà l’avversario designato era Mignano un torinese che ha dato forfait una settimana prima del match. Trovare un nuovo avversario non stato semplice. Con la speranza che il prossimo rivale gli arrivi almeno alla spalla. Ho lasciato in coda i due superleggeri che in un futuro non lontano potrebbero affrontarsi, magari per il tricolore. Il torinese Lorenzo Priolo (12-1), 23 anni ha liquidato in poche battute, con un montante al fegato il modesto Moisè Garcia (12-18-1), del Nicaragua di stanza nella bella Cordoba in Andalusia. Ben diversa la sfida tra Alex Bindar (7) che i soliti disinformati si ostinano a darlo come romeno. Romeni sono i genitori, mentre Alex è arrivato in Italia a 2 anni, vivendo a Cremona e poi a Milano, dove ha frequentato l’università e il Gym di Verdicchio, con quale è passato pro. Per questo atleta di 22 anni è stato proposto Marco Tricarico (5-3), 27 anni, laziale di Anzio e rivale di tutto rispetto. Incassatore eccezionale, quando nel primo round ha retto a due destri precisi e violenti di Bindar. Il match è stato spettacolare con la costante superiorità di Bindar, più abile e tempista, senza nulla togliere alla combattività di Tricarico, che si è battuto con determinazione e coraggio. Match interrotto al sesto tempo per una ferita sopra il sopracciglio destro di Bindar, causato dalla testata del laziale, costata ben otto punti di sutura. A questo punto si è andati ai cartellini, visto che l’arbitro ha ritenuto involontaria la testata. Lettura che assegnava la vittoria a Bindar per 2-1! Incredibile, ma un giudice ha visto due punti per Tricarico, stravolgendo quanto accaduto sul ring. Per fortuna lo scellerato conteggio non cambiava il giusto risultato, ma faceva riflettere sui danni che simili giudici possono arrecare. Speriamo che in sede di valutazione, certi svarioni vadano sanzionati severamente.
Giuliano Orlando