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Jake Paul punta al “KO”contro Gervonta Davis

Jake Paul punta al “KO”contro Gervonta Davis
  • PublishedSettembre 23, 2025

Jake Paul punta al “KO più virale di sempre” contro Gervonta Davis: ecco tutte le regole dell’esibizione-evento a Miami che spaccherà il web

Miami si prepara a ospitare uno degli eventi più attesi, discussi e potenzialmente esplosivi del 2024: l’incontro esibizione tra Jake Paul, il re dei social trasformato in pugile da milioni di visual, e Gervonta “Tank” Davis, il fulmine di Baltimora, campione mondiale di pugilato vero, temuto, rispettato. Non sarà un match ufficiale, ma non sarà nemmeno una farsa: le regole sono state definite, i guantoni saranno da 12 once, il peso massimo fissato a 195 libbre (circa 88,5 kg), e — dettaglio fondamentale — ci sarà un vincitore dichiarato.

L’appuntamento è per giovedì 14 novembre al Kaseya Center di Miami, Florida, palazzetto da oltre 20.000 posti che si preannuncia sold out. L’incontro si svolgerà su 10 riprese da 3 minuti ciascuna, con tre giudici professionisti approvati dalla commissione atletica che assegneranno un punteggio round per round. Se il match arriverà alla distanza, sarà loro a decretare il vincitore. E se uno dei due cadrà? Jake Paul non nasconde le sue ambizioni: vuole “un altro knockout virale di tutti i tempi”.

Un match che sfida logica, fisica e tradizione

A guardarli fianco a fianco, sembra quasi un mismatch: da un lato Gervonta Davis, 29 anni, 29 vittorie (27 KO), campione WBA e IBF, abituato a combattere tra i 135 e i 140 libbre (categoria leggera-leggerissimi). Dall’altro, Jake Paul, 27 anni, ex star di Vine e YouTube, ora 10-1 nel pugilato professionistico, ma con avversari spesso lontani dai top level. Paul combatte da anni nella categoria dei cruiserweight (fino a 200 libbre), e anche con il limite imposto a 195 libbre, il vantaggio fisico — in altezza, peso, forza — sarà evidente.

Eppure, è proprio questa disparità a rendere l’evento irresistibile per il pubblico globale. “Lui è l’unico altro nome che conta negli Stati Uniti, nel mondo della boxe”, ha detto Paul in conferenza stampa. “Ha senso solo combattere contro di lui. È la sfida più grande della mia carriera. Mi sta costringendo a spingermi oltre ogni limite. Sono più concentrato che mai. E alla fine, so che vincerò. Batterò un uomo che fa questo mestiere da sette volte più tempo di me.”

Regole chiare, test rigorosi: niente scuse

Nakisa Bidarian, co-fondatore di MVP (Most Valuable Promotions) insieme a Jake Paul, ha voluto mettere le cose in chiaro: “Non sarà un’esibizione nel senso di ‘tanto non conta nulla’. Ci sarà un vincitore, perché i pugili lo hanno richiesto e la commissione ha approvato. Peso massimo 195 libbre, 10 round da 3 minuti, guantoni da 12 once — più grandi, quindi leggermente più protettivi — e giudici di altissimo livello. Inoltre, entrambi saranno sottoposti ai test antidoping più severi dell’USADA, l’agenzia antidoping statunitense. Vogliamo un risultato pulito, credibile, e soprattutto, definitivo.”

Davis: “Sono più veloce, lui è più grosso — vediamo chi la spunta”

Gervonta Davis, da campione navigato, non si è fatto intimidire dalla mole dell’avversario. Anzi, ha ribaltato la narrazione: “Stiamo dando alla boxe ciò di cui ha bisogno: spettacolo, emozione, fuochi d’artificio. Ogni volta che combatto, succede qualcosa di memorabile. Jake è più grosso, più forte, lo ammetto. Ma io sono molto più veloce. E tutti sanno che quando un piccoletto veloce incontra un gigante lento, le cose possono cambiare in fretta. Lui reggerà qualche round, ma quando il caldo sale nel ring… beh, si sa come va a finire.”

Davis ha anche sottolineato il valore simbolico dello scontro: “Veniamo da mondi diversi, ma stiamo cercando la stessa cosa: dominare, intrattenere, lasciare il segno. Questo incontro è un bene per lo sport.”

Paul: “Critiche? Continuate pure. Le cinture raccolgono polvere, io faccio la storia”

Jake Paul ha risposto con sarcasmo alle critiche sullo svantaggio fisico di Davis: “La gente ha sempre qualcosa da ridire. È noioso. Continuate pure a parlare. Tanto siete qui, no? Quindi dite pure quello che volete. Non cambia nulla.” E ha aggiunto una frase destinata a far discutere: “Non mi daranno mai credito finché non avrò una cintura mondiale. Ma va bene così. Le cinture? Raccolgono polvere. Quello che ho fatto io nello sport — portare milioni di nuovi fan alla boxe, generare entrate da record, trasformare ogni match in un evento globale — è senza precedenti.”

Paul, che non mette KO da diversi match (l’ultimo fu contro Anderson Silva nel 2022), ha confessato: “Ho una gran voglia di stendere qualcuno. Penso che Tank abbia difetti che nessuno ha ancora sfruttato. E io ho intenzione di farlo. Immaginate il video: Jake Paul stende Gervonta Davis. Sarà il KO più condiviso, più visto, più virale della storia della boxe. E lo farò per i fan.”

Perché questo incontro è più di un semplice match

Non è solo uno scontro tra due pugili. È lo scontro tra due mondi: quello della boxe tradizionale, fatta di sudore, sacrifici e gloria silenziosa, e quello dello show-business moderno, dove i numeri sui social contano quanto i record sul ring. È lo scontro tra chi è cresciuto nei gym di periferia e chi è cresciuto davanti alla webcam. Ma è anche l’unione di due forze che, insieme, possono portare la boxe a un pubblico mai raggiunto prima.

I biglietti? Già introvabili. I diritti TV e streaming? In trattativa con i colossi mondiali. Le scommesse? Impazzite. Le quote danno Davis leggermente favorito nonostante il peso, grazie alla sua tecnica e rapidità. Ma nel regno di Jake Paul, dove il marketing è un’arma letale e il clamore mediatico può ribaltare ogni pronostico, tutto può succedere.

Cosa aspettarsi la sera del 14 novembre?

Fuochi d’artificio. Polemiche. Highlights da centinaia di milioni di visual. Un ring invaso da celebrità, influencer e star dello sport. Un pubblico diviso tra chi tifa per il “vero pugile” e chi sostiene il “re dei social che non si ferma davanti a niente”. E, forse, un momento che entrerà nella storia: un KO che farà il giro del mondo in poche ore.

Che vinca il migliore — o, forse, che vinca il più spettacolar

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Redazione

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