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L'Angolo di Rocky

Claressa Shields torna a Detroit: storia, record e sfida mondiale contro Franchon Crews-Dezurn

Claressa Shields torna a Detroit: storia, record e sfida mondiale contro Franchon Crews-Dezurn
  • PublishedFebbraio 21, 2026

Domenica a Detroit torna Claressa Shields, star del ring con un patrimonio miliardario. La sua storia inizia nel 2010 a 15 anni. Passa pro nel 2016, un record dilettantistico di 64 vittorie e una sola sconfitta. Imbattuta da pro (17), regina in quattro categorie. 

Domenica 22 febbraio, al Little Caesars Arena di Detroit (Michigan), dove giocano i Detroit Pistons (NBA) e i Detroit Red Wings nella NHL (hockey su ghiaccio), capace di 21.000 posti a sedere, torna Claressa Shields (17), 31 anni il prossimo 17 marzo, nella cui struttura tra il 2023 e il 2025 ha disputato tre degli ultimi match. Il quarto a Flint la sua città natale. Lavversaria è Franchon Crews-Dezurn (10-2) 38 anni di Baltimora, che tenterà l’impresa, sulla carta disperata, di scalzare l’imbattuta rivale padrona del poker: WBC, IBO, IBF, WBF nei massimi. Per la cronaca la Shields, pro dal 19 novembre 2016, ha conquistato cinture mondiali nel superwelter, medi, mediomassimi e appunto nei massimi. Le due si conoscono fin dai tempi del dilettantismo, dove si affrontarono tre volte tra il tra il 2012 e il 2014. E la Derzum rimediò altrettante sconfitte. La prima nel 2012 ai trials USA per le qualificazioni ai Giochi di Londra, dove la Shields a soli 17 anni vinse l’oro battendo in finale la russa-kazaka Nadežda Torlopova che di anni ne aveva il doppio, e nel 2010 nelle Barbados, aveva vinto l’oro mondiale negli 81 kg. Che Claressa fosse una predestinata lo si era capito fin dall’inizio. Sotto la guida del padre Bob, ex pugile senza acuti, entra alla Berston Field House di Flint, dove incontra Jason Crutchfield, che la introduce all’agonismo. Debutta il 18 giugno 2010 (15 anni) battendo Diana Torres nella finale USA jr.  Chiude l’attività dilettantistica il 21 agosto 2016, battendo, l’olandese Noucka Fontijn nella finale ai Giochi di Rio, il secondo oro olimpico. In queste sette stagioni, centra tutto quello che era possibile vincere. Due ori mondiali assoluti nel 2014 a Je Ju, isola coreana e nel 2016 ad Astana in Kazakistan. L’unica sconfitta la rimedia il 12 maggio 2012, ai mondiali assoluti, a Qinhuangdao in Cina, la più giovane delle partecipanti (17 anni) dall’inglese Savanna Marshall, che di anni ne aveva 21. Edizione dove la nostra Terry Gordini nei 54 kg. colse uno splendido argento, lo stesso podio conquistato da Franchon Crews negli 81 kg.  Tre mesi dopo quella sconfitta, diventa oro olimpico a Londra. L’anno dopo conquista il mondiale youth ad Albena in Bulgaria. Prima di concedersi il bis a cinque cerchi in quel di Rio de Janeiro nel 2016, vince tornei e come ricordato sopra, due edizioni mondiali. Debutta da pro il 19 novembre 2016 a Las Vegas, battendo ancora Franchon Crews-Dezurn, Da professionista è una marcia trionfale. Nel 2018 iridata medi, due anni dopo idem da superwelter. Il 15 ottobre 2022 a Londra, si prende la rivincita con gli interessi sull’inglese. Nell’occasione la Marshall perde la cintura WBO e l’imbattibilità dopo 12 vittorie, mentre Claressa aggiunge alle sigle IBF e WBC quella WBO, oltre alla borsa record di un milione di dollariNel 2024 sale di categoria per diventare contemporaneamente campionessa nei mediomassimi e massimi. L’avversaria è la canadese Vanessa Lepage-Joanisse, che aveva conquistato la cintura WBO mediomassimi e WBF, WBC dei massimi a spese dell’argentina Abril Vidal. La Shields entra in rotta di collisione il 27 luglio 2024 a Detroit con la canadese che finisce KO al secondo round. Vanessa torna a Saint André Avelin nel Quebec, con la borsa più alta in carriera, ma senza le tre cinture iridate. Due sfide nel 2025, la prima il 2 febbraio a Flint, la sua città natale, contro Danielle Perkins (43 anni), passata pro nel 2020 a 37 primavere. Sfida a senso unico, brava la veterana nata a Brooklyn, residente a Huston nel Texas a reggere i dieci round, nel quale subisce anche un conteggio. Nella successiva difesa trova l’inedita Launi Daniels (11-3-2), 36 anni, proveniente dalla Nuova Zelanda, che nulla po’ oltre a finire in piedi, staccatissima. L’impegno di domenica sulla carta segna l’uno fisso. Gli allibratori in caso di successo della Dezurn pagano 12 volte la posta. Sono passati nove anni dalla sfida precedente e la sfidante ha inanellato nove vittorie, conquistando la cintura supermedi WBC superando a Las Vegas il 10 settembre 2018 la californiana Marcela Cornejo, un anno dopo fa il bis (WBC, WBO) contro la stessa avversaria a Carson. L’11 gennaio 2020 a San Antonio supera la messicana Jimenez Alejandra, che dopo quella sconfitta non è più salita sul ring. Anche la Crews si ferma fino al 30 aprile 2022, difendendo le cinture IBF, WBC e WBO contro la svedese Elin Cederroos al Madison di New York. Oltre un anno dopo, accetta l’offerta inglese e il primo luglio 2023 a Manchester, trova Savanna Marshall che le sfila sia pure di strettissima misura le tre cinture.  A dicembre torna in possesso di quella WBC, superando Shadasia Green, 36 anni del New Jersey. Altra sosta e rientro il 6 giugno della scorsa stagione a Verona, battendo Citlalli Ortiz, messicana nata in California, 26 anni e lunga attività dilettantistica iniziata nel 2016 a 17 anni. Titolare ai Giochi di Parigi e ai mondiali a Liverpool per la World Boxing nel 2025, battuta dalla nostra Melissa Gemini. L’offerta di affrontare per la quinta volta la Shields ha dichiarato nella conferenza stampa, l’ha galvanizzata a mille. “Troverà una sfidante ben diversa da quella del 2016. Decisa a sovvertire il pronostico avverso”. Nessun dubbio in merito, ma la domanda che nessuno si è posto, è quella di essere salita di tre categorie, ovvero 4 kg. che non sono uno scherzo. Per questo ritengo che la battaglia non andrà oltre il sesto round. La serata verrà trasmessa in diretta streaming su DAZN, in tutto il mondo. Gli organizzatori prevedono un pubblico superiore alle 10.000 presenze.                                                                                                                                                                                        A livello finanziario si calcola che il patrimonio di Clarissa ammonti attorno ai 15 milioni di dollari. Nessuna ha mai toccato questi guadagni. Lo scorso novembre ha concluso l’accordo con la Salita Promotions e Wynn Records, con inizio da questo match di 8 milioni di dollari, tre dei quali già anticipati. Solo la star Canelo Alvarez ha ottenuto questo trattamento. Al quale vanno aggiunti gli introiti degli sponsor tra i quali Everlast e Puma. La sua società GWOAT (Greatest Woman of All Time), fa della Shields la Creso in rosa. rendendola la pugile donna più pagata della storia.                                                                                                                                                                            Ho conosciuto e intervistato Claressa Shields in occasione dei mondiali maschili 2013 ad Almaty in Kazakistan, inviato della Gazzetta dello Sport e di Boxe Ring, dove ricoprivo la carica di vice direttore. Nell’occasione l’AIBA presieduta dall’architetto WU, premiava i migliori del 2012 e Claressa fresco oro a Londra, era stata indicata come la migliore tra le atlete. Elegante e disinvolta, fisico perfetto, dava l’impressione di una splendida modella. Rivelatasi più matura dei suoi 18 anni, con idee chiare in relazione al presente ma ancor più al futuro. Aveva già in mente il passaggio al professionismo, sottolineando che necessitava, solo di ulteriore esperienza nei dilettanti. Quando le chiesi il suo sogno, mi fissò esclamando: “Nessun limite. Il mondiale è il minimo non il traguardo. Da quel momento entrerò nella storia”.  E’ stata di parola.                                                                                                                                                                             Quel campionato del mondo 2013, dominato dai padroni di casa, risultò anche un trionfo dell’Italia guidata da Lello Bergamasco, composta da Cappai, Picardi, Parriniello, Valentino, Vangeli, Mangiacapre, Munno, Fiori, Russo e Cammarelle. Tra gli invitati Franco Falcinelli presidente EUBC e Vittorio Lai che faceva un tifo da ultras per Manuel Cappai, suo conterraneo. Presenti i fratelli Klitschko e altri campioni professionisti. Nei 91 kg. ha vinto il casertano Clemente Russo, in una categoria con 47 iscritti, il meglio del meglio. L’allievo di Brillantino, maturato sotto la guida di Francesco Damiani e Lello Bergamasco, arrivava ad Almaty dopo intoppi a non finire: fascite, spalla sinistra in disordine, braccio destro dolorante. Oltre a problemi seri con le due gemelline, poi risoltisi positivamente. Bergamasco ha avuto coraggio di portarlo ai mondiali, ma nessuno pensava che poteva compiere l’impresa. Russo li frega tutti a cominciare dagli arbitri che lo tenevano d’occhio. Per vincere disputa cinque match, vinti tutti 3-0. Lasciando negli spogliatoi la teatralità del passato, combatte concentrato e preciso. Arriva in semifinale dove trova l’azero Mammadov, dall’allungo smisurato, che non trova mai bersaglio. In finale ritrova il russoTishchenko, contro il quale un anno prima a Pietroburgo ci aveva perso. Stavolta è tutto diverso. Tocca e schiva, domina le prime due riprese, gioca nella terza e alza le braccia a cielo. Campione del mondo per la seconda volta a distanza di cinque anni. Ma non c’è solo Russo. Cammarelle conquista il bronzo nei supermassimi, rischiando di arrivare in finale, dopo aver iniziato la sfida contro l’azero Medzhidov in modo drammatico. La rimonta è quasi miracolosa e alla fine il verdetto è sul filo del rasoio. I giudici favoriscono l’azero che vincerà la finale. L’altro bronzo è di Valentino in una categoria dove i pretendenti al podio sono almeno una dozzina. L’altro allievo di Brillantino, dal 2005 non fallisce un mondiale (1 oro, 1 argento e tre bronzi). Questo di Almaty è il più difficile, quindi il più bello, lungo un percorso dove cadono il russo Polyanski, l’ucraino Cherniak, l’uzbeko Gaibnazarov e tanti altri. La spunta il cubano Lazaro Alvarez ai danni del brasiliano Conceicao che nel 2016 a Rio coglierà l’oro. Bilancio con i fiocchi. Anche gli altri azzurri, si sono battuti al meglio. Il presidente Alberto Brasca, persona squisita, un vero appassionato, è visibilmente soddisfatto.  Boxe Ring nell’occasione esce a 80 pagine, forse il numero più bello in assoluto. Il sottoscritto riempie 13 pagine sull’evento. Oltre ai servizi quotidiani sulla rosea. Che arrivano a Milano grazie all’aiuto tecnico di Bergamasco: ogni sera mi mette in contatto con gli stenografi. E’ stata l’ultima fiammata della squadra costruita da Falcinelli. Ad Atene 2004 aveva dato i primi segnali, trionfando a Pechino nel 2008. Gli ultimi fuochi a Londra col bronzo di Mangiacapre. Ad Almaty è venuto fuori l’orgoglio e anche il commiato, fino all’arrivo di Aziz, il gigante salernitano, bravo e non fortunato, vittima di una politica che punisce sempre i pugili. Peccato. 

Giuliano Orlando   

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Redazione

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