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Pugilato Italiano

Benjamin Johnson: Quando il coraggio non chiede applausi

Benjamin Johnson: Quando il coraggio non chiede applausi
  • PublishedGennaio 6, 2026

Centinaia di migliaia di ragazzi sono entrati in quella palestra di pugilato terrorizzati. Il cuore che batteva forte e lo sguardo perso in qualcosa di più grande. Il pensiero di indossare quei guanti, di tirare un diretto, un gancio sembrava già una conquista immensa.Quella purezza. Quell’innocenza. Quella fame insaziabile.Tutti sono entrati così: alla scoperta di un mondo fatto di guanti, sorrisi che nascondono paura, sudore che brucia gli occhi, lacrime. Un mondo dove ogni colpo ricevuto insegnava qualcosa, dove ogni round finito era una vittoria contro se stessi.In molti dovrebbero fermarsi. Tornare con la memoria a quel ragazzo che erano.In troppi stanno lì a fare strategie fredde come il marmo. A creare amicizie e inimicizie per convenienza. A discutere, litigare, spartirsi briciole di un potere che credono importante. Hanno dimenticato completamente perché hanno scelto questo sport. È diventato fonte di potere. Di guadagno. Di prestigio personale.
Si è perso l’obiettivo. Si sono perse le emozioni vere, quelle che facevano tremare le gambe prima di salire sul ring. Sostenere un padre, un fratello. Una nottata davanti ad un televisore per un collegamento televisivo. È diventato una guerra fratricida senza vincitori solo vinti e tutti sulla stessa barca.
Ma il pugilato non tradisce mai.
Per chi lo vive resterà sempre un motivo di vita. Una scelta di essere diversi dalla massa. Quando si diventa pugili maestri, dirigenti, arbitri, politici si muore con il pugilato nel cuore. Si è per sempre parte di questo mondo.
E lo si dice con orgoglio, guardando dritto negli occhi: “Faccio pugilato.”, “Insegno Pugilato”.Con quella fierezza che viene dalle viscere.
C’è chi resta eternamente innamorato di qualcosa che non può tradire. Perché nelle difficoltà più dure della vita, il pugilato come filosofia non ha mai tradito nessuno. Mai. Ha insegnato a rialzarsi. A stringere i denti. A guardare in faccia la paura e andare avanti comunque.
Ogni tanto dovreste ragionare come quel ragazzo che ha imparato ad amare il pugilato con tutto se stesso. Guardare quel ragazzo e ragionare con il suo cuore puro.
Perché se si continua così, non si sta tradendo solo lo sport.Si sta tradendo quel ragazzo. E tutti i ragazzi che oggi cercano una strada.

E questa è la peggiore delle sconfitte.

Postremi Animi Nobiles ma sopratutto Ultimi Romantici

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Redazione

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