Orial Kolaj e Donato De Martis: da Luis Vela a Ermal Hadribeaj
Intervista esclusiva a Orial Kolaj: il lavoro con Luis Vela, Eti Quamili, Ermal Hadribeaj e Fiorenzo Priolo, la collaborazione con Donato De Martis e il sogno di un grande evento di boxe a Roma.
Questa mattina, dopo aver pubblicato il precedente articolo dedicato a Luis Vela, il talento appena diciannovenne che viene già considerato tra i migliori prospect del pugilato mondiale e che ha attirato l’attenzione dei grandi nomi della boxe internazionale, ho avuto il piacere e l’onore di intrattenere una lunga e interessante conversazione con un uomo che il pugilato lo conosce da ogni prospettiva: campione sul ring e oggi manager, Orial Kolaj.Come sempre, la chiacchierata è partita da lontano, toccando molti argomenti, ma inevitabilmente si è concentrata sul lavoro straordinario che Kolaj sta portando avanti con i suoi ragazzi. Un lavoro spesso silenzioso, almeno in Italia, ma che sta producendo risultati sempre più importanti.La prima cosa che Orial ci tiene a sottolineare è un concetto semplice quanto fondamentale: investire concretamente sui giovani e sul talento. Non bastano le parole, servono fatti, programmazione e sacrificio. Attorno a lui è cresciuta una squadra composta da pugili di grande valore che, grazie a un lavoro quotidiano e meticoloso, stanno raccogliendo risultati di assoluto prestigio.Ed è proprio entrando nei dettagli che il progetto diventa ancora più affascinante. Fondamentale è la collaborazione con Miami, dove il maestro Donato De Martis, all’interno della BoxR Gym, segue i training camp dei ragazzi offrendo loro la possibilità di allenarsi e confrontarsi con alcuni dei migliori pugili al mondo. Un’esperienza che vale oro per la crescita tecnica e mentale di questi atleti.Ma il contributo di Donato De Martis va ben oltre il ruolo di grande maestro. È una figura centrale e parte integrante dell’intero progetto di crescita e promozione dei pugili. Basti pensare che Ermal Hadribeaj, oggi ai vertici del pugilato mondiale e fresco vincitore del titolo WBC Silver Super Welter, è stato scoperto proprio da De Martis nella sua palestra. In appena cinque o sei anni quel talento individuato e coltivato con pazienza è arrivato a competere ai massimi livelli internazionali. Lo stesso Fiorenzo Priolo rappresenta un’altra intuizione vincente: fu infatti De Martis a segnalarlo a Orial Kolaj, riconoscendone immediatamente le qualità. È proprio questa sinergia tra l’occhio tecnico del maestro e la visione manageriale di Kolaj a creare un potenziale esplosivo. Un lavoro di squadra che oggi sta producendo risultati concreti e che potrebbe regalare al pugilato italiano nuove e importanti soddisfazioni.
Ma tornando a Kolaj, i risultati parlano chiaro. Non ci sono soltanto nomi già noti come Luis Vela ed Eti Quamili, rispettivamente al 24° e al 29° posto del ranking WBC nelle loro categorie.
Il fiore all’occhiello del progetto è senza dubbio Ermal Hadribeaj, come dicevamo, che il 23 maggio in Germania ha conquistato il prestigioso titolo WBC Silver dei Super Welter. Un successo che potrebbe presto spalancargli le porte di una sfida da sogno contro Sebastian Fundora, campione del mondo della categoria e una delle stelle più luminose del pugilato internazionale.
È qui che emerge tutta la filosofia di Orial Kolaj.
“Questo significa investire sui ragazzi”, mi dice con convinzione. “Significa portarli al livello più alto possibile e dare loro l’opportunità di giocarsi le proprie carte quando hanno le qualità per farlo.”
Sul piano manageriale, la sua linea è altrettanto chiara.
“Non ci leghiamo a nessuno in maniera esclusiva. Valutiamo ogni situazione e ogni match singolarmente. L’obiettivo è scegliere sempre la strada migliore per la loro crescita.”
E i progetti non finiscono qui.
Molto presto vedremo nuovamente all’opera uno dei suoi talenti: Fiorenzo Priolo, pugile che molti appassionati hanno scoperto grazie al WBC Grand Prix, il torneo più importante al mondo per i giovani professionisti. Eliminato ai quarti di finale, ha comunque lasciato un’impressione eccellente, dimostrando il suo valore su un palcoscenico internazionale.
Questa settimana, a Torino, combatterà per il titolo WBC del Mediterraneo, una sfida fondamentale che potrebbe spalancargli le porte della classifica mondiale WBC.
Prima di salutarci, rivolgo a Orial un’ultima domanda.
“Qual è il progetto che vorresti vedere realizzato nel più breve tempo possibile?”
La risposta arriva immediata, senza esitazioni.
“Portare un grande evento a Roma.”
Poi aggiunge:
“Amo l’Italia e amo Roma. È la mia seconda pelle. Mi piacerebbe vedere i miei ragazzi combattere nella Capitale. Vedremo come e quando, ma questo è sicuramente uno degli obiettivi che ho in mente per il prossimo futuro.”
E su Magnesi?: “Mi auguro con tutto il cuore di vederlo campione del mondo”.
Parole che raccontano molto più di una semplice strategia manageriale. Parole che parlano di passione, visione e appartenenza. Parole di un manager, certo. Ma soprattutto parole di un uomo di sport e di un campione che continua a combattere ogni giorno, questa volta fuori dal ring, per costruire il futuro dei suoi ragazzi.