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L'Angolo di Rocky

Irma Testa verso Los Angeles 2028: la sfida con Cammarelle e il sogno olimpico

Irma Testa verso Los Angeles 2028: la sfida con Cammarelle e il sogno olimpico
  • PublishedAprile 19, 2026

Cammarelle traccia il cammino di Irma Testa verso i Giochi di Los Angeles 2028.Ā Ā Un grandissimo campione, sul ring e nella vita e una fuoriclasse che punta al poker olimpico, con nuovi stimoli dopo lo stop di Parigi.Ā Ā 

Conosco Roberto Cammarelle dal settembre 1991, ovvero da 35 anni. In quel periodo ero vice presidente della Rocky Marciano la societĆ  fondata dal maestro Biagio Pierri, con Diego Crippa alla presidenza. Diego era un personaggio straordinario, titolare del più importante negozio di ferramenta a Cinisello, sapeva suonare il pianoforte e intratteneva gli amici nel salotto di casa. A questo punto lascio la parola a Biagio Pierri, che ricorda perfettamente ogni dettaglio: ā€œAi primi di settembre del ’91, avevo riaperto la palestra da pochi giorni, dopo la pausa estiva e si presentarono, accompagnati dal padre, due fratelli, Antonio e Roberto Cammarelle. Il primo aveva 12 anni, il secondo 10 e mezzo. Antonio molto spigliato, Roberto timido e poco ciarliero. Piuttosto alti per la loro etĆ . Antonio oltre l’1.60, l’altro appena sotto. Entrambi sui 70 kg. Il più anziano, che si era irrobustito e in allenamento sembrava un fenomeno, all’esame del ring purtroppo fu un fallimento. Roberto nel contempo si allenava con molta serietĆ , ma mirava a diventare un calciatore. Quando temevo di non poter contare su di lui, ebbe uno screzio con l’allenatore e decise di tentare la strada del ring. Oltre che rispettoso, era di una serietĆ  assoluta. Non perdeva un allenamento, imparava in fretta mentre cresceva in altezza e metteva anche muscoli. Lo feci debuttare il 9 aprile 1995, non ancora quindicenne ai campionati lombardi giovani a Bizzozero nel varesotto. Batte il locale Toni Bozza, guadagnandosi l’ammissione per le finali nazionali novizi fissate a Montecatini Terme. Nell’occasione vince il primo titolo italiano, battendo Gildo Spinelli e Umbertino Subissati. Il primo di una lunghissima serie. In carriera nel complesso delle categorie ha messo assieme una dozzina di tricolori. Credo sia un recordā€.  Nel 1996 vince il Trofeo Primo Carnera a Sequals e viene chiamato in nazionale. Debutta con la maglia azzurra in Grecia a Salonicco nel dicembre 1997 a 17 anni, vince i primi due confronti, ma deve rinunciare alla finale, essendosi ferito allo zigomo destro. Roberto passa alle Fiamme Oro nel 2000, trasferendosi a Roma.  Chiude la carriera il 29 aprile 2016, battendo il francese Ahmed El Ghazi a Milano, con un record ufficiale di 200 incontri in oltre vent’anni di carriera, solo 23 sconfitte, molte delle quali gridano vendetta. Su tutte quella ai Giochi di Londra 2012, quando i giudici assegnarono la vittoria ad Anthony Joshua. Secondo voci, l’AIBA e l’organizzatore Haerns, in previsione del passaggio al professionismo, i giudici dovevano favorire il gigante inglese. Raramente si ĆØ visto un furto simile. Forse quello del 1988 a Seul, nella finale dei superwelter tra il coreano Park Si Hun e Roy Jones (USA), che aveva dominato il match e tre giudici assegnarono la vittoria a Park, che a distanza di trent’anni, fece pervenire al Roy l’oro a lui ingiustamente assegnato. Tra le vittime l’azzurro Vincenzo Nardiello che contro lo stesso avversario venne defraudato di una vittoria netta. Al punto che Pescante, allora segretario del CONI, non riuscƬ a trattenere verso i giudici un sonoro: ā€œladriā€.  Le inchieste successive furono ridicole. D’altronde gli organizzatori, avevano fatto trovare nelle stanze degli arbitri un Rolex d’oro, come benvenuto. Non servono commenti. Cammarelle tra le tante vittorie importanti, oltre all’oro a cinque cerchi di Pechino 2008, l’argento di Londra 2012 e il bronzo ad Atene nel 20024, ha in bacheca due mondiali, i Giochi del Mediterraneo, i mondiali militari, l’Unione Europea, numerosi tornei internazionali. Tra le sue innumerevoli vittorie, quelle sul polacco Wlodarczyk, ancora in attivitĆ , a lungo campione mondiale, del quale si ricorda la prima sfida col nostro Fragomeni, sul russo Makumudov, i fratelli bulgari Pulev e molti altri. Ideatore del torneo dilettanti a squadre regionali che avrebbe meritato più fortuna e sostegno.  Da anni ĆØ il responsabile tecnico delle FFOO, confermandosi ottimo allenatore. A proposito di responsabili tecnici, emblematico il percorso quadriennale che specchia il rapporto tra presidenti e allenatori della nazionale. Senza scomodare il passato remoto, ma partendo dal trionfo dei Giochi di Roma 1960, col presidente conte Francesco Di Campello eletto nel 1959, rimasto in carica fino al 1963, e l’esordio alla guida tecnica dell’Italia di Natalino Rea, ereditĆ  lasciata da Steve Klaus, uno dei migliori tecnici e non solo, la situazione non variò fino al 1980 anche se cambiarono i presidenti. Dal 1963 al 1969 fu la volta dell’ingegnere genovese Silvio PodestĆ , che grazie a Natalino Rea portò all’Italia due ori dai Giochi di Tokyo 1964, con Atzori e Pinto e altri quattro bronzi. Quattro anni dopo a CittĆ  del Messico arrivò il bronzetto del massimo ligure Giorgio Bambini fermato in semifinale da un certo George Foreman. A sostituirlo l’onorevole Franco Evangelisti fedelissimo di Giulio Andreotti che restò in carica dal 1969 al 1981, dodici anni di ottimi risultati a livello professionisti. Dopo Monaco 1972 e Montreal (Canada) 1976, a Mosca (1980) torna Franco Falcinelli. Il piemontese, Ermanno Marchiaro, assessore di sinistra a Torino, sostituisce l’onorevole democristiano col quale era stato vice. Il suo mandato iniziato nel 1981, giĆ  operativo ai Giochi di Mosca   1980, durerĆ  fino al 1997, fissando il record di permanenza sulla poltrona presidenziale a 16 anni. Franco Falcinelli, allena l’Italia ai Giochi di Mosca 1980, Los Angeles 1984, Seul 1988 fino a Barcellona 1992, con tre ori (Oliva, Stecca e Parisi) e altre medaglie. Il tecnico con più podi olimpionici in assoluto. Mentre il presidente Ermanno Marchiaro ĆØ il più longevo, rimasto in carica dal 1981 al 1997, incarica Oliva e Biagio Zurlo a guidare l’Italia ai Giochi di Atlanta 1996. La squadra composta da Molaro, Giantomassi, Antonio Perugino, Aurino e Vidoz non coglie neppure un podio. Confermando che raramente un campione sul ring si conferma da tecnico. La successione affidata all’avvocato calabrese Gianni Grisolia, si ferma al primo mandato scaduto nel 2001, premiato dal bronzo di Paolo Vidoz a Sydney nel 2000. Nel frattempo Falcinelli passato dal ruolo di tecnico a quello di responsabile federale dei professionisti entra in rotta di collisione con Grisolia, per divergenze istituzionali mai composte. Le elezioni successive avvenute nel 2001, premiano con larga maggioranza Franco Falcinelli, che firma altri tre mandati, affidando a Damiani la responsabilitĆ  tecnica ai Giochi di Atene 2004, Pechino 2008 e Londra 2012, con un numero di medaglie record: un oro, tre argenti, e tre bronzi con solo quattro atleti (Cammarelle, Russo, Picardi e Mangiacapre) tutti appartenenti a corpi militari. Un festival dei dilettanti ma un disastro per il professionismo al quale vengono a mancare i ricambi. Nel 2012 arriva anche Lello Bergamasco ma l’incarico si ferma dopo i deludenti risultati a Rio de Janeiro 2016, con le loro dimissioni. Nel 2017 sale Alberto Brasca, giĆ  vice sindaco di Firenze e vero appassionato, mal ripagato dai membri del CF. Mette Renzini alla guida del settore femminile che conta su Testa, Carini, Bonatti e altre, che con lui crescono alla grande. Bergamasco torna brevemente responsabile dei maschi, poi andrĆ  ad allenare l’India (che compirĆ  il salto di qualitĆ ). A quel punto Brasca lo fa guidare anche gli uomini. Incarico che si chiude nel 2021, con l’elezione di Vittorio Lai, che deve affrontare il periodo del Covid. Mal consigliato, incarica due tecnici cubani, che al massimo potevano andare all’angolo per porgere l’acqua. Li sostituisce con Coletta fino a Tokyo 2021, dove l’Italia sempre all’asciutto con gli uomini, trova il bronzo grazie a Irma Testa, di Torre Annunziata allieva del grande maestro Lucio Zurlo. Nel libro uscito nel 2016, intitolato ā€œCuore di pugileā€ scritto da Cristina Zagaria, l’autrice racconta che la prima volta che Irma entra alla Boxe Vesuviana, il maestro Zurlo la caccia dalla palestra. Ā«Il pugilato non ĆØ per teĀ» le dice. Anche la seconda volta. La terza invece le dĆ  una possibilitĆ : Ā«Hai una settimana, poi sali sul ring. O sei dentro o sei fuoriĀ». Potrebbe essere fantasia, comunque la ā€œFarfallaā€ sta ancora volando.  E nel 2016 a Samsun in Turchia a soli 19 anni, si guadagna la qualificazione a Rio, prima italiana a toccare il prestigioso traguardo. Irma nata il 12 dicembre 1997, inizia giovanissima, subito protagonista. Sale sul ring la prima volta il 15 aprile 2012 a 14 anni e nello stesso anno disputa 8 incontri, conquistando a settembre il tricolore jr. Poi festeggia i 15 anni col bronzo europeo. La ragazzina ha una boxe molto personale, velocissima sia col gioco di gambe che nei colpi. Il tutto le viene spontaneo come succede ai talenti. L’anno dopo ĆØ argento europeo in Ungheria, addirittura oro ai mondali in Bulgaria. Nel 2014 a 54 kg, ancora sedicenne vince il torneo internazionale in Romania, coglie l’argento mondiale a Sofia e l’oro europeo ad Assisi da Youth. Ai Giochi olimpici giovanili in Cina sfiora l’oro, vinto dalla locale Yuan Chang, che a distanza di dieci anni, ĆØ oro ai Giochi di parigini. Nel 2015 Irma ĆØ inarrestabile: 20 incontri e altrettante vittorie. Vince tornei in Germania a Taipei e a Sofia, premiata come la migliore in assoluto. Oro agli europei youth disputati a Keszthely in Ungheria. GiĆ  abbiamo detto della qualificazione per Rio 2016, sul ring di Samsun, localitĆ  turistica turca. In aprile, ancora diciottenne batte la finlandese Potkonen, 36 anni, la francese Mossely e la bulgara Staneva. In finale ĆØ alla pari con l’azera Alexeyevna, dieci anni più anziana, preferita a maggioranza dai giudici. Il risultato scatena l’interesse dei media, assediata dalla stampa non solo italiana, inviti pressanti dalle tivù, col risultato che la preparazione non ĆØ delle migliori a cui si aggiunge il mal di schiena. Renzini ĆØ molto preoccupato, addirittura paventando la rinuncia ai Giochi. In Brasile si presenta non al meglio, esordisce battendo di misura l’australiana Watts, nei quarti la francese Mossely, che Irma aveva battuto a Samsun, si impone nettamente e andrĆ  a vincere l’oro. In febbraio partecipa alle Universiadi a Sofia, battendo tra le altre l’inglese Chantelle Cameron, l’unica che da professionista ha superato la star Katie Taylor.  Chiude la stagione vincendo il primo tricolore a Bergamo, che bisserĆ  l’anno dopo a Gorizia. Nel 2017 agli europei UE a Cascia, sale sul podio più basso, fermata in semifinale dalla Harrington, plurititolata. Nel 2018 sale 14 volte sul ring, con alterni risultati. Torna alla grande nel 2019, col record di 26 incontri. Suo il Memorial Liventsev in Bielorussia a Minsk e l’europeo in Spagna. Il covid fa slittare i Giochi di Tokyo dal 2020 al 2021. Assenti per la prima volta i maschi. Salvano il bilancio le donne che presentano un poker storico. Con Irma Testa (57) si sono qualificate Giordana Sorrentino (51), Rebecca Nicoli (60) e Angela Carini, oltre a Irma, che coglie un bronzo prestigioso e storico cedendo (SD) in semifinale alla filippina Petecio, in odore di transgender. In precedenza si era imposta sulla russa Vorontsova, argento mondiale 2019, all’irlandese Walsh e nei quarti all’ostica canadese Veyre. A conferma di essere ormai tra le migliori in assoluto. Nel 2022 inizia vincendo il torneo in Thailandia a Phuket, conquista il secondo oro europeo a Budva in Montenegro e l’argento mondiale a Istanbul, fermata in finale dalla Lin Yu Ting di Taipei, che vincerĆ  l’oro ai Giochi di Parigi.  Chiude l’anno con 14 successi e 2 sconfitte per SD.  Nel marzo 2023 completa il filone di vittorie importanti, conquistando a Nuova Delhi, l’oro mondiale. Per farlo disputa ben cinque incontri. Nell’ultimo quello della finale, ritrova la kazaka Karina Ibragimova e la ribatte. La precedente vittoria data all’11 dicembre 2022 ad Abu Dabi che valeva la prima e finora unica sfida dal professionista, con all’angolo Emanuele Renzini, che la segue dal 2017. Match strapagato dall’IBA, che aveva allestito la serata negli Emirati Arabi con otto incontri e alcuni debutti illustri. Sempre nel 2023 dopo l’oro iridato, a giugno a Now Terg in Polonia si disputano gli europei ai quali partecipa e si ferma in semifinale di fronte alla bulgara Kameneva, col solito verdetto a maggioranza. Da quel 30 giugno Irma salirĆ  sul ring solo oltre un anno dopo, il 30 luglio ai Giochi di Parigi, perdendo all’esordio dalla cinese Zichun Xu, sempre a maggioranza. A fine 2023 si era operata al polso della mano destra, intervento malriuscito e quindi la replica. Il tutto a deprimento della preparazione. Solo nell’ultimo mese e mezzo può allenarsi a tempo pieno. Poco per essere al meglio a Parigi.  A quel punto la riflessione ĆØ d’obbligo. Ad appesantire la situazione l’uscita di scena di Emanuele Renzini. liquidato dalla FPI, dopo il disastro di Parigi. Prova ad allenare i giovani delle FFOO e la cosa la entusiasma. Però….  ā€œMi mancava la sfida sul ring, e in particolare il maestro col quale avevo condiviso per sette anni la carriera agonistica, creando un rapporto di fiducia assoluto. Uscito di scena, mi sono trovata sola. Ne ho parlato con Cammarelle e ho capito che Roberto poteva essere il sostituto giusto. Aveva tutte le caratteristiche per farmi tornare l’atleta a cui ambivoā€.                                                                                                                                                                                        Alla vigilia di Parigi, tutto sembrava andare per il meglio in casa azzurra, con sette qualificati (cinque donne e due uomini). Purtroppo i risultati sono crudeli. Zero medaglie e come d’uso, Emanuele Renzini, che nel 2021 il presidente Flavio D’Ambrosi, non solo lo aveva confermato ma gli aveva affidato tutte le nazionali, risulta il responsabile e quindi va liquidato. Purtroppo il presente, proiettando le luci verso Los Angeles 2028, non sembra promettente. Anche se gli attuali responsabili, esprimono ottimismo. La qual cosa mi ricorda il momento cinematografico nel quale il Titanic affonda e l’orchestra di bordo continua allegramente a suonare.                                                                 La nota lieta ĆØ proprio il ritorno di Irma Testa, affidatasi a Roberto Cammarelle il suo futuro. Che conferma: ā€œNon nascondo quanto la scommessa sia rischiosa. Ma ritengo che Irma sia un talento assoluto e quindi da poterci lavorare in senso positivo. Quando si presentò era oltre i 70 kg. ma aveva negli occhi quella decisione in cui credere. La situazione sta procedendo nel modo giusto. Lo scorso anno siamo andati al torneo di Bratislavia in Slovacchia. Irma ha vinto il primo match entrando in finale. Purtroppo l’avversaria ha dato forfait, privandola di un secondo incontro. Ma aveva rotto il ghiaccio. Adesso in programma cā€˜ĆØ la trasferta in Cina a giugno in occasione della tappa delle World Boxing Cup Series. A seguire il Giochi del Mediterraneo a Taranto e poi potremmo anche andare agli europei. Si tratta di capire come procede la condizione di Irma e i tempi di recupero. Intanto ĆØ tornata sotto i 60 kg. e sta ritrovando anche la condizione atletica. Non solo, stiamo lavorando per dare alla sua boxe quella continuitĆ  e sostanza dei colpi, che l’attuale situazione generale chiede. La boxe femminile cresce più di quella maschile. A Londra erano presenti in tre categorie, oggi sono le stesse degli uomini e il professionismo femminile ha toccato con la Taylor e la Shields vette incredibili. Al punto di potersi permettere serate tutte in rosa, con un pubblico impensabile fino all’altro ieriā€.                                                                                                                                                  Per gli allenamenti come ve la cavate?                                                                                                                           ā€œAndiamo a Roma nelle palestre dove troviamo la massima collaborazione. Non solo stiamo contattando alcuni nomi a cominciare dall’irlandese Harrington, oro a Parigi, disponile nel segno di una vecchia e sincera amicizia. Ormai siamo in ballo e la cosa mi stuzzica parecchio. Dopo tanti anni sul ring, ho capito che anche dall’angolo puoi costruire capolavoriā€.                                                                                                                                     Pur avendola seguita dai prima passi, diciamo dal 2014 agli europei youth ad Assisi, nei vari tornei, europei e mondiali, spesso unico giornalista italiano a bordo ring, fino a Parigi, confesso che non c’è mai stato un rapporto di grande confidenza con Irma Testa. Ad esempio con Alessia Mesiano, Rebecca Nicoli, Diletta Cipollone e Silva Stephanie le interviste erano e sono molto più partecipative, quasi confessioni anche oltre lo stretto argomento agonistico. Irma ha sempre mantenuto un atteggiamento quasi algido. Ugualmente la ritento un diamante puro, anche se nelle ultime stagioni la sua boxe in punta di fioretto pagava pedaggio contro quella più muscolare delle nuove leve. Questo lo ha capito Cammarelle che sta lavorando per dare consistenza ai colpi. Irma Testa ĆØ determinata a prendere parte ai Giochi 2028, lo ha dichiarato pubblicamente e ufficialmente a Milano, al microfono di Fausto Narducci, giĆ  firma importante della Gazzetta dello Sport, in occasione dell’annuale festa de ā€œIl foglioā€, presenti le maggiori personalitĆ  dello sport italiano. Intanto se arriverĆ  a Los Angeles, sarĆ  la prima a raggiungere il poker ai Giochi Olimpici. Parlando sull’argomento che ho trattato, con alcuni amici mi ĆØ stato fatto notare che Irma Testa non ĆØ la più grande nel panorama femminile. A loro giudizio Simona Galassi ĆØ di gran lunga la numero uno assoluto.  A questo punto mi ĆØ balenata l’idea di approfondire l’argomento, chiedendo il parere agli addetti ai lavori non più verdi ma ancora operatori. Vedremo cosƬ chi risulterĆ  la vincitrice. 

Giuliano Orlando

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Redazione

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