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Pugilato Italiano

Vianello accusa Bakole: “Si è ritirato all’ultimo momento dal match del 23 maggio a Giza”

Vianello accusa Bakole: “Si è ritirato all’ultimo momento dal match del 23 maggio a Giza”
  • PublishedAprile 7, 2026

Il pugile romano denuncia pubblicamente il forfait del congolese via Instagram: contratto già firmato, nessuna spiegazione da parte dell’avversario né del suo team.

Guido Vianello rompe il silenzio e punta il dito contro Martin Bakole. Secondo il peso massimo romano, il match previsto per il 23 maggio a Giza, in Egitto, è saltato a causa di un ritiro improvviso e inspiegabile da parte del suo avversario, arrivato all’ultimo momento e senza alcuna comunicazione ufficiale.

Vianello ha scelto Instagram per raccontare la sua versione dei fatti, senza filtri e senza diplomazia. Il contratto era stato firmato, i termini erano stati accettati da entrambe le parti, e il pugile italiano si stava preparando per quello che sarebbe stato uno degli incontri più importanti della sua carriera, sotto il prestigioso banner Riyadh Season e con in palio la cintura Ring Magazine.

“Il mio team aveva accettato tutte le condizioni per farmi combattere contro Martin Bakole il 23 maggio a Giza, in Egitto. Avevo persino firmato il contratto. Sarebbe stato un onore combattere per Turki e per la Ring Magazine.” — Guido Vianello su Instagram


“Nemmeno una scusa”

Quello che fa più rumore non è il ritiro in sé, ma il modo in cui è avvenuto. Nessuna telefonata, nessuna spiegazione, nessun messaggio. Bakole, il suo promoter Boxxer e il suo allenatore Billy Nelson non hanno detto una parola. Il silenzio, in questo caso, parla più di qualsiasi dichiarazione.

“Per qualche motivo, ha deciso di ritirarsi dall’incontro senza alcuna spiegazione, all’ultimissimo momento. Non è arrivata nemmeno una scusa da Bakole, da Boxxer o da Billy Nelson.” — Guido Vianello

Vianello non si è fermato all’accusa. Ha fatto sapere di essere ancora in palestra, di continuare ad allenarsi, e ha lanciato una provocazione diretta al suo ex avversario designato.

“Sono ancora in palestra questa mattina, sto facendo la mia parte. Luglio sembra un buon momento per ritrovare il coraggio, a meno che tu non abbia finito con la boxe.” — Guido Vianello


Il silenzio di Bakole e il mistero del ritiro

Al momento della pubblicazione di questo articolo, né Martin Bakole né il suo team hanno rilasciato alcuna dichiarazione pubblica in risposta alle accuse di Vianello. La situazione resta quindi basata esclusivamente sulla versione del pugile romano, senza conferme né smentite dall’altra parte.

Bakole, 34 anni, non combatte dal maggio 2025, quando pareggiò con Efe Ajagba in un match che non soddisfò nessuno. Prima di quel match, il congolese aveva già mostrato segnali preoccupanti: contro Joseph Parker era salito sul ring con un peso record di circa 145 chili, e anche contro Ajagba si era presentato ben lontano dalla forma ottimale, sfiorando i 136 chili.


Problemi di peso, distrazioni e voci dalla Congo

Nel mondo della boxe si mormora da tempo che qualcosa non vada nel campo di Bakole. Alcune voci suggeriscono che il pugile congolese stia trascorrendo più tempo a gestire i suoi locali notturni e le sue attività commerciali in Congo che in palestra con il suo allenatore Billy Nelson. Se queste indiscrezioni corrispondono al vero, un ritiro improvviso a pochi giorni dall’incontro potrebbe spiegarsi facilmente: semplicemente non era in condizione di combattere entro il 23 maggio.

In boxe un forfait dell’ultimo minuto raramente è casuale. Molto spesso nasconde una verità scomoda: il pugile non è fisicamente pronto, e preferisce trovare una via d’uscita piuttosto che salire sul ring fuori forma, rischiando la sconfitta e la propria reputazione.


Un piano più grande sullo sfondo?

C’è però un’altra ipotesi che circola negli ambienti del pugilato internazionale. Ben Shalom, numero uno di Boxxer, ha parlato recentemente di grandi progetti per Bakole nel 2026, citando esplicitamente un possibile scontro con il giovane fenomeno Moses Itauma, uno dei prospetti più esaltanti della divisione dei pesi massimi.

Se Turki Alalshikh o Boxxer avessero deciso di riservare Bakole per un appuntamento più importante e più redditizio in estate, avrebbe senso toglierlo dalla card egiziana per preservarlo in vista di quella data. Una strategia lecita nel mondo dello sport, ma che non giustifica il silenzio totale nei confronti di Vianello e del suo team, che avevano già firmato e si erano messi al lavoro.


Vianello guarda avanti

Guido Vianello non perde tempo in recriminazioni. Il romano è ancora in palestra, ancora concentrato, ancora affamato. Luglio è il nuovo orizzonte che si è dato, nella speranza che Bakole trovi il coraggio di presentarsi o che arrivi un avversario all’altezza della sua ambizione. L’occasione del 23 maggio è sfumata, ma il pugile italiano non ha nessuna intenzione di fermarsi.

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Redazione

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