Eddie Hearn smentisce Joshua vs Fury: “Non è stato firmato nulla, notizia completamente falsa”
Il promoter Eddie Hearn ha risposto pubblicamente alle voci circolate nel weekend secondo cui Anthony Joshua avrebbe già raggiunto un accordo per affrontare Tyson Fury. Una notizia che ha acceso l’entusiasmo dei tifosi di tutto il mondo, ma che Hearn ha smontato pezzo per pezzo, definendola semplicemente priva di qualsiasi fondamento.
La notizia che ha fatto il giro del mondo
Tutto è partito da una dichiarazione rilasciata in diretta da Gareth A Davies su talkSPORT: secondo il giornalista, il match tra Joshua e Fury sarebbe già concordato e verrebbe trasmesso in streaming su Netflix. Una bomba, se fosse vera. Soprattutto perché Joshua e Hearn hanno un accordo di partnership con DAZN, il che renderebbe la scelta di Netflix quantomeno sorprendente. La notizia ha fatto rapidamente il giro dei social e delle testate sportive, alimentando aspettative enormi tra i fan che aspettano questo incontro da anni.
Hearn è netto: “Completamente falso”
Intervistato da The Stomping Ground, Hearn — che promuove Joshua fin dal suo debutto tra i professionisti e ha firmato con lui una partnership a lungo termine nel 2021 — non ha lasciato spazio ad ambiguità. “Completamente falso. Non c’è assolutamente nulla di firmato per un match tra Anthony Joshua e Tyson Fury. Non è stato concordato nulla.”
Il promoter ha poi ricostruito la timeline degli eventi per chiarire come stavano davvero le cose prima che tutto si bloccasse: “Prima dell’incidente c’erano conversazioni approfondite. Il piano era combattere contro Jake Paul, poi disputare un incontro a febbraio o marzo in Arabia Saudita, e successivamente affrontare Fury. Poi è successo l’incidente e da allora non ci sono state praticamente conversazioni su quel match, a parte quelle degli ultimi giorni con il dottor Rakan Alharthy e la Sela per cominciare a pensare di riprendere il piano.”
La tragedia di Lagos e il recupero di Joshua
Prima di parlare di Joshua vs Fury è necessario ricordare il contesto umano che ha fermato tutto. Dopo la vittoria su Jake Paul — stoppato al sesto round in quello che è stato uno degli eventi più seguiti dell’anno, nonché uno dei compensi più importanti della carriera di AJ — Joshua è stato coinvolto in un gravissimo incidente stradale a Lagos, in Nigeria. Nell’incidente hanno perso la vita due suoi cari amici, Sina Ghami e Latif Latz Ayodele. Un lutto devastante per il campione olimpico e due volte campione unificato dei massimi, che lo ha costretto a fermarsi non solo fisicamente ma soprattutto emotivamente.
Il ritorno in palestra è ora imminente, e solo in quel momento le trattative per i prossimi match potranno davvero riprendere. Hearn ha confermato che nelle prossime settimane verranno forniti aggiornamenti sul rientro di Joshua agli allenamenti, con un possibile comeback atteso per la fine dell’estate.
Fury intanto si prepara e fa la voce grossa
Mentre Joshua si riprende, Tyson Fury non sta certo ad aspettare con le mani in mano. Il prossimo mese il pugile di Manchester torna sul ring contro Arslanbek Makhmudov, un avversario tutt’altro che banale con cui dovrà dimostrare di essere ancora competitivo ai massimi livelli dopo un periodo difficile della sua carriera. In parallelo, Fury ha già dichiarato pubblicamente i suoi obiettivi futuri: vuole Joshua, vuole il vincitore di Wardley-Dubois e sogna una trilogia con Oleksandr Usyk. Un programma ambizioso, tipico dello stile del Gypsy King, che non ha mai avuto paura di alzare la posta in gioco a parole.
Un match che il pugilato aspetta da anni
Joshua contro Fury è forse l’incontro più atteso del pugilato britannico degli ultimi decenni. Due personalità enormi, due stili opposti, due storie che si sono intrecciate e sfioate più volte senza mai davvero convergere sul ring. I tifosi li hanno visti trattare, litigare, accusarsi a vicenda di boicottare la sfida. Contratti vicini alla firma si sono dissolti, date saltate, condizioni non rispettate. Ogni volta che sembra fatta, qualcosa si frappone.
Stavolta c’è stato prima il coinvolgimento di Jake Paul — un capitolo nella carriera di Joshua che molti nell’ambiente hanno guardato con un misto di incomprensione e pragmatismo — e poi la tragedia dell’incidente. Difficile immaginare una serie di eventi più capace di ritardare ulteriormente un match già di per sé difficile da organizzare.
Eppure l’interesse rimane altissimo. Quando Joshua tornerà ad allenarsi e le trattative riprenderanno sul serio, Joshua-Fury sarà inevitabilmente il nome che rimbalzerà su ogni tavolo. Che si faccia davvero, questa volta, è la domanda che il pugilato mondiale si pone da troppo tempo.