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Pugilato Italiano

Winchester vs Tutto Duro: derby italiano sul ring di Nocera

Winchester vs Tutto Duro: derby italiano sul ring di Nocera
  • PublishedMarzo 16, 2026

C’è un momento in cui il pugilato smette di essere sport e diventa qualcos’altro. Diventa biografia, diventa orgoglio di un territorio, diventa la sintesi bruciante di anni di sacrifici condensati in dodici riprese sul ring. Il 21 marzo al PalaCoscioni di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, quello spazio tra le corde ospiterà qualcosa di speciale: due pugili italiani di grande valore, due storie diverse che si incrociano in una notte che potrebbe cambiarle entrambe per sempre.

La famiglia Cherchi e la sua OPI Since 82, ha costruito una Fight card di assoluto livello, una serata che sarà trasmessa in diretta su DAZN. Al centro di tutto c’è il match principale: Vincenzo “Winchester” La Femina contro Simone “Tutto Duro” Rao, con in palio la cintura WBC International Silver dei pesi piuma. Un derby italiano che profuma di passione vera, due atleti che non si conoscono ancora sul ring ma che si sono costruiti, ripresa dopo ripresa, in anni di durissimo lavoro.

Vincenzo La Femina è di Pagani, nel cuore dell’Agro Nocerino-Sarnese. Aveva sedici anni la prima volta che è entrato in una palestra di pugilato. Da allora il ring è diventato la sua casa, il suo specchio, il posto dove ha trovato sé stesso quando fuori tutto sembrava complicato. Da bambino le prendeva un po’ da tutti: bullismo, vita di strada, le zone del salernitano non sono sempre felici. Ha fatto le sue esperienze, le cose sono cambiate. A cambiare tutto fu un allenatore ucraino che lo vide muoversi, lo vide colpire con quella precisione secca e automatica che solo i talenti naturali possiedono. Lo chiamò Winchester, come il fucile. Esplosivo, preciso, letale. Un soprannome che La Femina si porta dietro ancora oggi, insieme alla sciarpa della Paganese che indossa sul ring perché rappresenta il suo paese, il suo popolo. 

La sua carriera è una sequenza di conquiste costruite mattone dopo mattone. Campione italiano, poi il grande salto verso l’Europa. In Belgio, all’Alfasun Arena di Roosdal, ha sconfitto per TKO all’ottavo round Geram Eloyan, imponendosi come il nuovo campione UE dei supergallo. Una notte memorabile, una di quelle in cui tutto funziona, tutto quadra, tutto parla di un atleta al culmine della propria forma. Ha imposto il proprio ritmo sin dalle prime battute, inchiodando spesso il campione in carica alle corde, mettendo a segno ganci sinistri che prendevano bene il tempo dell’avversario, dominando essenzialmente ogni ripresa grazie al costante lavoro al corpo. 

Il mondo stava andando nella direzione giusta. La grande sfida era lì, a portata di mano: il titolo europeo, quello vero. Manchester, AO Arena, novembre 2023, Liam Davies ad aspettarlo sul ring di casa sua. Winchester sapeva che stava per salire a un livello superiore del suo sogno. Con la sciarpa della Paganese, il grido “Urchins! Urchins!” verso il pubblico, la musica di Brigante se more come ring entrance. Un ingresso da campione, la faccia di chi non si tira indietro mai. Non andò come sperava: Davies lo fermò in cinque riprese, sul ring inglese. Fu la prima sconfitta da professionista. Per un pugile come lui, uno che aveva detto apertamente di avere paura della sconfitta perché non voleva perdere, non lo voleva davvero, quella notte a Manchester lasciò una cicatrice profonda.

Ma Winchester non è fatto per arrendersi. A quattro mesi da quella sconfitta, tornò sul ring a Pagani e si impose per KO alla quarta ripresa sul venezuelano Jhoneiker “La Potencia” Quintana, fulminato da un saettante gancio sinistro alla mascella. Il ritmo riprese, la macchina si rimise in moto. Poi un altro passo falso, nell’ottobre 2024, contro lo spagnolo Jordan Camacho. Due sconfitte in carriera, entrambe amare, entrambe contro avversari di livello. Dopo quella battuta d’arresto, Vincenzo ha attraversato un periodo complesso anche a livello personale. 

Fu allora che arrivò il Messico. Una scelta coraggiosa, quella di andare dall’altra parte del mondo per ritrovare sé stesso. Nella terra della boxe, dove il pugilato è come il calcio in Italia, dove i pugili vivono per la boxe e non di boxe, dove lo sparring è con soli trenta secondi di recupero e l’aria è rarefatta a tremila metri di altitudine. La Femina si è allenato lì, nella fatica più pura, tra pick-up che lo portavano alle sessioni di corsa all’alba e palestre dove i ragazzini locali ti guardano come una star. Erano visti come delle star, li fermavano per strada, chiedevano la foto. A loro faceva piacere che dei pugili stranieri si allenassero nel loro paese.Quella terra lontana, bruciante e silenziosa, gli ha restituito qualcosa che aveva perso. Ha ritrovato serenità, equilibrio e una nuova consapevolezza sportiva.

Ora è qui. Trentuno anni, quindici vittorie e due sconfitte, otto knockdown all’attivo, tredicesimo nel ranking EBU dei pesi piuma. Un pugile che ha visto e vissuto tutto: i trionfi europei, le notti buie, le trasferte difficili, il Messico come pellegrinaggio di rinascita. E adesso il salto di categoria, dai supergallo ai piuma, la decisione di rimettersi in gioco in un territorio nuovo, davanti al pubblico di casa, con una cintura vera in palio. Winchester sale sul ring del PalaCoscioni di Nocera Inferiore come uno che ha ancora fame, come uno che sa che questa notte può riaprire tutto.

Di fronte a lui ci sarà un uomo che rappresenta tutto quello che di bello sa produrre la boxe toscana. Simone Rao è di Firenze, cresce pugilisticamente alla Boxe Paradiso di Lastra a Signa, sotto la guida dei maestri Padariso e Mirko Ricci. Ha debuttato nei dilettanti nel marzo del 2014, ha vinto la medaglia di bronzo ai campionati italiani Junior e poi di nuovo bronzo agli Elite. Una carriera dilettantistica seria, strutturata, quella di un ragazzo che prende la boxe come una disciplina e non come un gioco. Il soprannome “Tutto Duro” non è un caso: descrive esattamente come combatte, con una pressione costante, un volume di colpi impressionante, una mentalità da lavoratore del ring che non si ferma mai.

Al PalaIndoor di Ancona, in un match bello e tiratissimo in cui entrambi i contendenti hanno onorato la nobile arte, Rao si è laureato nuovo campione italiano dei piuma superando con verdetto unanime Mattia Occhinero. Una vittoria netta, frutto di una preparazione impeccabile e di una lucidità tattica notevole per un ragazzo giovane. Due mesi dopo ha difeso il titolo a Piedimonte Matese, in un’affollata Piazza Roma, respingendo l’assalto di Vittorio Parrinello che combatteva in casa. Due titoli italiani detenuti con continuità, un record di vittorie costruito con pazienza e intelligenza.

Da imbattuto campione italiano, con dieci vittorie su dieci incontri, Il nome che gli è venuto incontro era quello di Francesco Grandelli, un avversario durissimo. Uscendone sconfitto ma dopo aver messo al tappeto l’avversario nel corso della prima ripresa, in un match di grande intensità che la boxe italiana ha già inserito nella memoria recente dei suoi derby migliori. Rao quella sfida con Grandelli la visse sulla propria pelle, in trasferta, e quella rimane l’unica sconfitta in carriera: dodici vittorie, la realtà di un pugile che sa stare sul ring e che quando perde lo fa lottando.

Cosa accade dunque quando questi due si trovano di fronte? Accade una delle cose più belle che il pugilato sa offrire: uno scontro tra due italiani veri, nessuna differenza di paesi lontani, nessuna barriera linguistica o culturale a separare il racconto. Solo due storie che si scontrano, due idee di come si vince, due modi di stare sul ring che si escludono a vicenda. La Femina porta la potenza, la velocità di mano del pugile esplosivo che ha imparato a usare il corpo come un’arma precisa. Per La Femina, vincere davanti al pubblico di casa significa proiettarsi definitivamente verso le vette delle classifiche internazionali.

Rao porta la solidità, la pressione costante, il lavoro di chi ha costruito il proprio stile sull’inesauribile capacità di non fermarsi mai. Tutto Duro è tutto duro: nei colpi che tira, nel modo in cui incassa, nella testa con cui pensa la boxe. L’esperienza, che sia andato a vincere in trasferta in contesti complicati, che abbia già vissuto sconfitte e ne sia uscito più forte, dice di un atleta che non si spaventa davanti alla difficoltà.

Nocera Inferiore quella sera non sarà solo una città. Sarà il punto di incontro di due mondi pugilistici, il palcoscenico di una notte che entrambi i protagonisti ricorderanno a lungo, indipendentemente da come finirà. Il pubblico del PalaCoscioni si dividerà tra chi porta nel sangue i colori di Pagani e chi ha seguito con ammirazione la crescita silenziosa del ragazzo di Lastra a Signa. Ma alla fine, quando le luci si spengono e rimane solo il quadrato illuminato, quello che conta è la verità che il ring sa sempre dire. Winchester torna davanti alla sua gente dopo anni di battaglie, con la maturità di chi ha perso e ha saputo rialzarsi. Tutto Duro arriva da sfidante con la fiducia di chi ha già dimostrato di poter competere ai livelli che contano.

Una cintura WBC International Silver, una categoria nuova per La Femina, un derby che la boxe italiana aspettava. Sabato 21 marzo, al PalaCoscioni di Nocera Inferiore, la verità sarà solo quella del ring.

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Redazione

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